Non ammazziamoci per non morire di Covid

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Abbiamo passato secoli, millenni a farci fuori. A scovare metodi fantasiosi e aberranti per torturarci, ucciderci, squoiarci, farci esplodere, pugnalarci, impalarci e impiccarci. Abbiamo praticato sterminii, genocidi, massacri e nulla è mai riuscito a fermarci.

Farci fuori l’un con l’altro, sembra lo sport nazionale della specie: il ghepardo corre, il delfino salta fuori dall’acqua, il bradipo percorre 6 centimetri all’ora, noi ci ammazziamo dalla mattina alla sera da quando abbiamo preso in mano una clava.

Oggi per farci smettere è bastato un virus. Eh sì, perché vorrai mica che ci contagiamo mentre ci accoppiamo tra di noi? In molti posti del mondo infatti, i belligeranti hanno accolto l’appello del segretario dell’ONU Antonio Guterres, che chiedeva un cessate il fuoco a seguito dell’emergenza sanitaria.

Oddio, pregevole tentativo quello di Guterres. Lo scopo era soprattutto tutelare i civili, spesso stipati in campi profughi (vedi anche Lesbo ad esempio) dove precarie condizioni igienico-sanitarie renderebbero particolarmente devastante il contagio, essendo le cure praticamente inesistenti.

Se infatti già i moderni Paesi europei sono al collasso, figuriamoci una bidonville con migliaia di profughi in precarie condizioni igieniche e di salute.

Io penso che mica ci sperava tanto Guterres, si sarà detto: boh, io ci provo lo stesso, con la quasi certezza che questi appelli, come al solito, finiscono come lettera morta.

E invece l’assurdo: dallo Yemen alla Siria dal Camerun alle Filippine, gli hanno dato retta. Numerosi teatri di guerre ne hanno approfittato per tirare il fiato e smetterla per un po’ di continuare allegramente a farsi la pelle. Leggiamo da Repubblica:

“ (…)Martin Griffiths, l’inviato dell’Onu nello Yemen, Paese devastato da cinque anni di guerra, ha annunciato le “risposte positive” per un cessate il fuoco e per una pausa umanitaria giunte sia dai ribelli houthi sia dal governo yemenita per meglio lottare contro il coronavirus. Lo stesso è accaduto in Camerun, dove i ribelli anglofoni delle Forze di difese camerunensi del Sud (Socadef) hanno proclamato un cessate il fuoco temporaneo.

Tre giorni fa, un messaggio analogo è giunto dal Partito comunista delle Filippine, insieme al governo del Paese. E ieri anche le Forze democratiche siriane (Sdf) hanno sostenuto l’idea di una tregua e si sono dette disponibili “a fermare ogni azione militare” nel nord-est del Paese…”

Ecco dunque un altro effetto secondario non previsto del virus. Meno inquinamento, più animali sereni e tranquilli, acque pulite, guerre che si fermano. Ma alla fine, siamo poi sicuri che questo virus non ce l’abbia mandato davvero una qualche divinità in vena di scherzi?

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