Non ci sono più telespettatori!

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Il vero dramma del virus è lì di fronte a tutti: non il contagio, non i morti, non il blocco delle attività economiche. Il vero dramma in Italia, una nazione televisiva dove il piccolo schermo ha forgiato e plasmato milioni di servili seguaci, è l’interruzione di una trasmissione.

“I soliti ignoti” di Amadeus è un quiz a premi dove si deve indovinare, in base alla somiglianza degli ospiti, quali di loro sono imparentati. Nel programma, per equità, vi sono rappresentanze misurate delle varie regioni italiane, insomma, un politically correct etnico. Ma la trasmissione ha vissuto un momento di profonda crisi. E, per capirci, non parliamo di un gioco con dei premietti da RSI, ma di botte da decine di migliaia di euro, quando non da centinaia.

La trasmissione di Amadeus, dicevamo, il fortunato conduttore dell’ultimo festival di Sanremo ha rischiato di non andare in onda. Perché? Mancavano i concorrenti. Soprattutto quelli del Nord, che tra quarantena e cagotti, stentavano a spostarsi, anche se comunque pare ci siano state defezioni anche dal Meridione.

In una terra dove c’è gente che darebbe un occhio pur di avere i suoi cinque minuti in televisione, in una trasmissione da sei milioni di telespettatori, i concorrenti sono caduti in preda al terrore da coronavirus. Leggiamo da Repubblica:

“Martedì e mercoledì scorsi in realtà sono stati due giorni di panico. La produzione comunica alla Rai che c’è un problema e bisogna cominciare a pensare alla sospensione del programma: non ci sono più gli Ignoti del Nord, troppi blocchi, troppa paura. Diventa impossibile pianificare le puntate, trovare delle storie curiose, scrivere la scaletta delle registrazioni. Anche dal Sud arrivano defezioni: timore di prendere treni e aerei, poco voglia di spostarsi.”

Questo è l’indicatore, la cartina di tornasole del panico italico, quello che si prostra davanti a divinità come Barbara d’Urso e Paolo Bonolis. Gente disposta a tutto, allo sputtanamento mediatico, alla vergogna, al pubblico ludibrio pur di apparire, si piega di fronte a un virus influenzale, magari pentendosi amaramente per il resto dei propri giorni, corrodendosi l’anima per l’occasione di una vita gettata al vento per paura.

Siamo solidali con Amadeus e con queste mancate starlette, col fardello che dovranno portare dopo essere stati sostituiti da altri, che per la celebrità di un istante sono disposti a vendere l’anima al diavolo.

Noi ticinesi invece, coi nostri soli quattro contagiati continuiamo a guardare Luca Mora, Marco di Gioia e Clarissa Tami, gestire la folta messe dei coraggiosi concorrenti nostrani, che al massimo devono fare 30 chilometri per andare a Comano.

https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2020/03/02/news/rai_a_rischio_il_programma_soliti_ignoti-250029677/?ref=RHPPTP-BH-I249939170-C12-P5-S3.4-T1

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