Non tornerò, perché li amo

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Oggi sono un poco giù di morale.
Quindi quello che scrivo non è leggero come al solito.

Ho letteralmente vissuto in tutta l’Italia e la amo tutta, in particolare la mia splendida Torino.

Città che mi ha dato tutto, però, anche dopo anni da fuori sede, io sono e resto di Gioia Tauro.

Chi è di un paese come il mio, in Calabria, sa che se vuole andare a trovare i suoi genitori, parenti e amici (quelli con la A maiuscola) deve organizzarsi per tempo.
I biglietti arrivano a sfiorare i 300 euro a persona se non ben ponderati, nasce così l’esigenza di acquistare con molto anticipo.

Arriva quel giorno,magari subito dopo l’estate, dove ci si siede e si inizia a fare miliardi di simulazioni per acquistare il biglietto al miglior prezzo per l’anno successivo.
Diventi un calendario vivente di ponti, festività, compleanni e matrimoni, sempre nel rispetto dei colleghi, si fanno dei sacrifici, li facciamo tutti per non perdere quella parte importante di vita.

Sono solo una delle tante persone in questa situazione. Ad ogni modo, l’istante subito dopo aver acquistato il biglietto (magari a 100 euro o 200) comunque ad un prezzo accettabile secondo la tua idea, arriva quella pace dei sensi perché sai che da qui a 6 mesi rivedrai tutti. Tornerai vicino al mare magari con il tuo migliore amico per una birra, ti lamenterai con la tua migliore amica -anche lei fuori sede- che il paesello è messo peggio della volta scorsa, ma lo dici sempre con affetto e mai con cattiveria e ti chiedi cosa potresti fare in più.

Arrivi in quella stanza rimasta ferma negli anni ‘90 e pensi di dormire, finalmente, dopo mesi di sveglia presto per andare a lavoro e, invece, alle 7:00 tua zia ti manda un messaggio: “Sei sveglia? Facciamo colazione che poi te ne vai con gli amici e ti vedo stasera”

Lo fai! Sempre! Poi vai dalla tua parrucchiera storica, dalla tua estetista che al 90% è anche tua cugina e ti aggiorni su tutto.
Trascorri quei 3/4 giorni dove torni in una dimensione tutta tua.

Poi passi da tuo padre che anche se hai 30 anni e stai per sposarti, lavori in banca e gestisci un sacco di cose pensa sempre che hai bisogno di qualcosa e che le persone sono pericolose, che non sai badare a te, che non si deve bere e guidare e tutte le altre cose tipiche e giuste di chi ti vuole bene.

Di solito, poi, una lite o due ti fanno pentire di essere tornata e ti manca la tua vita quella vera del “nord”.
Te ne vai con lo zio che ti riaccompagna in aeroporto (probabilmente era anche venuto a prenderti) e avete quell’ora solo vostra dove vi raccontate cose belle e brutte prima di salutarvi, sali sull’aereo chiami, prima di partire, il fidanzato al nord e gli dici frasi tipo: “Finalmente!!! basta qui non ci scendo più, dai, mi stresso e mi costa più di santo Domingo ed è un casino”.
Poi mandi un messaggio di saluti a tutti prima di spegnere il cellulare, una sorta di rito, un “ti voglio bene” che “non si sa mai” sei scaramantica e preferisci lasciare quel messaggio.

Arrivi a Torino e sali sull’auto con il tuo amore che ti chiede com’è andata. Tu dici: “bene, ma basta, non ci vado più giù”

Il giorno dopo sei su Skyscanner, Googlefly, eDreams e compagnia bella a valutare quando tornare, possibilmente con altre persone, e fai dei sacrifici per acquistare i biglietti.
Così sempre, da anni, sempre.

Vi chiederete il perché di questo discorso apparentemente senza senso. Perché anche quest’anno il rito è stato lo stesso, sono andata a casa ad Agosto e ho ripreso tra Settembre e Novembre i biglietti per tornarci a Marzo e in altre date, non volevo mancare al compleanno di una mia cuginetta e volevo rivedere tutti.

Quest’anno, però, succede una cosa diversa, arriva un’influenza, un raffreddore. Niente più di questo, ma ci sono delle misure speciali, decreti ministeriali magari non perfetti, ma probabilmente necessari. Gente più forte, gente più debole. Capisci che qualcosa non va, ti informi e prendi una decisione.
Chiami la compagnia aerea e ti dice “mi dispiace ma noi il volo lo confermiamo, se lei non vuole partire è un problema suo”.
Tu ci pensi tanto, ma tanto e poi decidi.

La mia famiglia è più importante di un biglietto aereo, è più importante della mia voglia egoistica di vederli, la mia gente, tutta, ha il diritto di essere tutelata ed io ho il dovere di farlo.

Per questo motivo, anche se la compagnia dovesse rifondermi io non tornerò a casa, anche se la mia voglia di correre verso i miei cari è fortissima, io non tornerò a casa, anche se una parte di me potrebbe essere spaventata, io non tornerò a casa.

Perché li Amo.

Gioia Tauro, ci vediamo tra qualche tempo, voi, amici miei, aspettatemi.

Spero di non essere l’unica a scegliere di non scendere.

Intanto a Torino si combatte e si agisce come veri guerrieri, si rispettano le regole e si tenta di aiutare il personale sanitario per come possibile.
Non tutti i meridionali hanno paura, non tutti i settentrionali sono da soli.

Stella Barbaro

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