Pandemia, il mondo si difende

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che quella da Coronavirus è una pandemia e i Paesi di tutto il mondo stanno affrontano il problema con metodi ingegnosi e creativi affinché si arresti la sua diffusione o smorzi il suo impatto.

Il Paese più piccolo del mondo, il Vaticano, ha confermato il suo primo caso di coronavirus la scorsa settimana. Papa Francesco ha cancellato gli eventi pubblici e la Santa Sede, come il resto della penisola italiana, è completamente chiusa. Il Governo italiano ha annunciato giovedì che tutti i rimborsi dei mutui sarebbero stati sospesi durante la crisi, consentendo lo spazio di un respiro finanziario alle famiglie povere e della classe media. 

Il governo iraniano ha temporaneamente liberato 70.000 prigionieri dalle sue carceri per contrastare la propagazione del virus. 

In Giappone, il primo ministro Shinzo Abe ha annunciato che il governo fornirà sussidi ai genitori costretti a prendersi una pausa dal lavoro per stare con i propri figli. La Corea del Sud ha istituito strutture in grado di testare 10.000 persone al giorno e diagnosticare un individuo positivo al coronavirus in meno di 10 minuti. Nel frattempo, in Vietnam, le autorità stanno offrendo pasti gratuiti a tutti coloro che si trovano in auto-quarantena. 

Israele ha deciso di consentire ai viaggiatori stranieri di entrare nel Paese solo se possono mettersi in quarantena per 14 giorni. La Cina, epicentro del virus inizia a riprendersi.

Negli USA le cose vanno diversamente. Lunedì scorso il vicepresidente Mike Pence ha annunciato che i cittadini potevano essere testati gratuitamente, ma tutt’ora le persone che manifestano i sintomi e desiderano essere esaminate vengono respinte dagli ospedali e i controlli precauzionali costano 3500 dollari, e poiché non vi è alcuna indennità di malattia, affitto o mutuo garantito, molti poveri americani scelgono tra fare la cosa giusta  mettendosi in auto quarantena o perdere il lavoro e la casa.

Trump fino all’altro ieri sosteneva che non era affatto preoccupato dalle notizie, addirittura ha usato COVID-19 per alimentare il sentimento Xenofobo, twittando “abbiamo bisogno del muro più che mai”, cioè avrebbe voluto dire che i latini sono la fonte della pandemia. Peccato che proprio ieri si sia smentito da solo e abbia stanziato 50 miliardi di dollari, dichiarando lo stato di emergenza.

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