Proteggiamo San Matteo di Cagiallo

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Un nuovo piano regolatore particolareggiato dei terreni della zona detta Robian di Cagiallo nei pressi della chiesetta medievale di San Matteo sta suscitando malcontento nel comune capriaschese. È in corso una raccolta firme per presentare un ricorso contro il progetto che prevede la costruzione di sei villette che, a detta degli oppositori, “sarebbero uno sfregio urbanistico” in un comparto storico e protetto.

Consensi tra la popolazione

“Il ricorso”, ci spiega Gabriele Alberto Quadri, professore in pensione, poeta e dialettologo nonché abitante di Cagiallo e all’origine dell’opposizione, “è già stato redatto e inviato alla Società ticinese per l’arte e la natura (STAN). Ora sto raccogliendo tanto più firme possibili tra la popolazione della Capriasca prima di mandarlo al Municipio e finora ho trovato parecchi consensi.”

Ma di cosa si tratta? Sui terreni della zona detta Robian, terreni che sovrastano il nucleo abitativo protetto del comparto di Cagiallo potrebbe sorgere una nuova urbanizzazione comprendente sei villette che sarebbero edificate praticamente a ridosso dell’oratorio medievale di San Matteo. “È mai possibile” tuona il Professor Quadri, “che il valore di un terreno debba unicamente essere determinato dalla sua potenziale edificabilità? Che senso avrebbero i piani regolatori se fossero stati concepiti e applicati esclusivamente nell’interesse dell’edilizia privata? Non andrebbero invece considerati un mezzo di valorizzazione di un determinato territorio?”

Uno sfregio urbanistico irreparabile

Gabriele Quadri ritiene infatti che il villaggio di Cagiallo, che ha saputo mantenere un buon equilibrio tra zone edificate e zone verdi nonché agricole, non dovrebbe prestare il fianco ad un’operazione che, tutto sommato, non rende nulla alla comunità. “Anzi” ci dice, “edificare la zona del Robian costituirebbe un evidente e irreparabile sfregio urbanistico allo storico agglomerato abitativo di Cagiallo oltre che all’antico oratorio di San Matteo, banalizzando così l’intero comparto.”

Bisogna forse precisare per chi questa zona non la conosce bene che, sui pendii che dalla chiesetta di San Matteo scendono verso quella di Santa Lucia e il nucleo stesso di Cagiallo, pascolano ancora le mucche e più giù ancora vi si coltiva la vigna: “Il Comune di Capriasca” aggiunge Gabriele Alberto Quadri, “accettando un simile progetto edificatorio, intaccherebbe sia la propria vocazione urbanistica di “polmone verde” dell’agglomerato cittadino sia l’importante risorsa turistica legata alla bellezza del paesaggio.” Vi è infatti da aggiungere che lungo la strada cantonale, la Via Battaglini, di difficile percorrenza sia per i pedoni che per i ciclisti poiché ancora sprovvista di marciapiede e di ciclopista, si gode di una vista mozzafiato a 360° sull’intera valle del Cassarate e sul golfo di Lugano. Un territorio, se fosse edificato, che perderebbe quindi la sua attrattività turistica e paesaggistica, come evidenzia il ricorso.

Un’operazione controproducente e dai risvolti speculativi

L’opposizione al progetto urbanistico previsto dal nuovo piano particolareggiato scaturisce anche dal fatto che sono tanti gli appartamenti sfitti e le case in vendita nello stesso quartiere di Cagiallo oltre che nell’intera regione. “Una simile operazione è dunque controproducente, priva di significato politico e dai risvolti in gran parte speculativi” si può leggere nel ricorso. “Il Robian può ancora benissimo godere della sua antica vocazione agricola come ronco, vigneto e frutteto oppure come pascolo per i bovini” aggiunge il Professor Quadri che non usa mezzi termini: “Il territorio di Capriasca è già sufficientemente sovraccarico di zone edificate, cementificate e problematiche per quanto attiene la sostenibilità ambientale … non si può riproporre il modello di sviluppo urbanistico cittadino in una valle prealpina”!

Avremmo voluto avere un parere da parte del Municipio di Capriasca, ma non siamo stati in grado di raggiungere nessun interlocutore martedì. Affaire à suivre quindi.