Quel corpo trascinato dalla ruspa

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La striscia di Gaza, circondata dall’esercito israeliano e abitata da circa due milioni di palestinesi che sono isolati dal resto del mondo, è soggetta a continui attacchi militari. Sebbene sia impossibile giudicare quali delle innumerevoli azioni commesse dall’esercito siano le più crudeli, alcune si distinguono perché emotivamente raccapriccianti.

Un atto particolarmente crudele, commesso la mattina del 23 febbraio, è stato catturato dalle telecamere; un atto che mostra totale disprezzo per la vita e la dignità dovuta ai morti.

Domenica mattina, lungo la linea di demarcazione del confine della Striscia, l’esercito israeliano uccide un giovane palestinese accusato di aver tentato di mettere dell’esplosivo a ridosso della recinzione. Successivamente il corpo del giovane viene caricato dalla pala di una ruspa israeliana che, prima di riuscire a sollevarlo con molti altri detriti, lo trascina per metri rotolandolo nella terra.

Gli amici del giovane, dopo diversi tentativi di salvare il corpo dilaniato, senza successo, scappano per paura di essere colpiti ed uccisi.

L’entrata in azione del bulldozer è legata ad una disposizione ordinata dal Ministro della Difesa Naftali Bennet, secondo la quale bisogna recuperare i corpi dei palestinesi allo scopo di scambiarli con quelli dei soldati israeliani caduti nei combattimenti.

La notizia del fatto apparsa sul quotidiano Haaretz, con un ampio resoconto della dinamica dei fatti, è documentata anche da un filmato che sta spopolando sulle reti social. (vedi qui sotto)

“ Do il mio sostegno all’esercito che ha eliminato il terrorista e che ne ha preso il corpo; sono stufo delle critiche della sinistra” 

Ha affermato il ministro Bennet in un tweet.

Vista l’indignazione della popolazione palestinese, la jihad islamica ha reagito lanciando decine di razzi contro i cittadini israeliani residenti intorno a Gaza.

A pochissimi giorni dall’appuntamento elettorale del due marzo, il premier Netanyahu ha ordinato un attacco spettacolare contro le postazioni della jihad, allo scopo di pubblicizzare la propria campagna elettorale. I cacciabombardieri israeliani hanno colpito Gaza, ferendo 4 persone e, contemporaneamente, hanno attaccato la periferia meridionale di Damasco uccidendo 4 sciiti e due militanti della jihad.

La madre del giovane palestinese ventisettenne Mohammed Al Naem, dopo aver visto il filmato del figlio trattato in modo cosi orribile, ha chiesto il suo corpo per la sepoltura, mentre la moglie, Hiba, ha detto che non guarderà il video.

Chiaramente l’esercito non vede il bisogno di compassione, dignità o rispetto quando si tratta della vita dei palestinesi; la brutalità è ritenuta come sempre un segno di forza.

Miko Peled, attivista per i diritti umani, nato a Gerusalemme ha dichiarato: 

“ il governo israeliano è impegnato in quello che forse è il peggiore esempio di antisemitismo nel mondo odierno”.

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