Questo articolo non servirà a nulla

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Questo articolo non servirà a nulla. Soprattutto non servirà a coloro che hanno ceduto, per attitudine o timori, accettabilissimi, per l’amor del cielo, al panico. Nell’ottica delle ultime misure varate dal governo, urge fare una riflessione.

Però il panico, la paura, sono una brutta bestia, ci fanno perdere la lucidità, ci impediscono di discutere serenamente e di essere logici. Il panico è una reazione che la specie attua per proteggersi. Questo va bene se uno smilodonte vuole mangiarti, meno se c’è un virus aereo in giro, che è molto più insidioso di una tigre dai denti a sciabola. 

C’è un meme che gira sui social :

“ricordiamoci che ai nostri nonni fu chiesto di andare in guerra, a noi di restare sul divano.”

C’è chi s’arrabbierà, dicendo che non si capisce la gravità della situazione, che il nostro mondo sta crollando, che sono un incosciente. Eppure questa frase, nella sua semplicità un po’ cinica è veritiera. 

Io ho avuto un padre anziano, lui la guerra l’aveva fatta tutta, non era un nonno. Mio padre aveva vent’anni nel 1940, ciò gli valse 5 anni di militare, essendo una recluta. 5 anni alle frontiere, nelle caserme, ascoltando Radio Londra e seguendo sull’atlante (conservo ancora quel libro) l’avanzata degli angloamericani in Italia.

La cosa peggiore, mi diceva papà, era non sapere quale sarebbe stato il suo futuro. 

Quella guerra, che rubò milioni di giovani alle famiglie fu un’ordalia dura, durissima. La paura, l’ansia erano presenti ogni giorno, ogni settimana. E a vent’anni, quando hai il mondo davanti, vivere così è difficile.  Ma si fece di necessità virtù, ci si strinse intorno a una bandiera e si andò avanti lo stesso.

Eppure ce l’ha fatta a vederne la fine, il papà. Quella guerra, fratricida e orrenda chiese un tributo immenso all’Europa, ma soprattutto chiese un enorme sforzo di coesione nazionale, di disciplina e di solidarietà.

C’è chi odia i paragoni. “Ma cosa c’entra! Erano altri tempi, questa mica è una guerra”.

Eh no. C’entra. Loro hanno sopportato, sono stati disciplinati, mio padre ha tenuto quel moschetto in mano per 5 anni facendo quello che gli dicevano. Quella gente ha gestito la paura con dignità e coraggio, forse perché avevano altri valori e soprattutto non avevano quei social di merda che servono solo a sparpagliare odio e terrore.

Forse loro avevano di fronte un nemico più tangibile, umano, e noi ci confrontiamo con aria velenosa alla fin fine. Ma la paura è la stessa e la questione è solo una: o vince lei o vinciamo noi.

Ora che i cinesi non possono più esser accusati (all’inizio gli untori erano loro) i colpevoli sono le autorità, qualunque cosa facciano. Vedo gente trasudare odio assurdo, i commenti sono di questo tenore:

…se è vero che esiste L inferno i primi ad andarci saranno i membri del governo e TUTTI i nostri politici vergogna ….altro che calma….chiudete le frontiere e le scuole vigliacchi…”

Qui siamo al panico che si trasforma in odio, colpendo come al solito tutta una categoria. Alla fine non interessa chi ha detto cose giuste o sbagliate. “I politici” sono il nemico a prescindere, dal ministro della sanità o dell’educazione, all’amministratore comunale del paesino di mille abitanti.

Questa paura, seppur comprensibile, va combattuta. Perché madre dell’odio e di azioni inconsulte, lo è da sempre. Ora servono menti lucide e serene, servono persone che raccontino alle altre persone che fare: stiamo a casa, laviamoci le mani, seguiamo i consigli delle autorità sanitarie e dell’OMS. Siamo dignitosi e vigili e così il nemico passerà e ci lascerà rivedere il sole, come in quell’aprile di 75 anni fa, quando l’Europa fu libera. 

Oggi dobbiamo liberarla non dai nazisti, ma dal virus e dalla paura, per riscoprirci magari gente migliore, perché forse abbiamo imparato una lezione fondamentale che tutte le generazioni passate conoscevano benissimo: il nostro bel mondo dorato può finire da un momento all’altro, e a noi rimane solo la capacità di far fronte al nemico, all’emergenza. Siamo noi, soli con noi stessi e le nostre risorse. 

Con cuore saldo e mente impavida, come guerrieri di altri tempi.

Oppure possiamo  fare entrare la paura nelle nostre anime e farci manovrare da lei come marionette.

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