State a casa

Di

Ho deciso di regalarvi questa lettera che era allegata a una riflessione molto bella che parlava di amore ai tempi della guerra. Chi ha postato la lettera, ha paragonato il fatto di non potersi vedere a causa della quarantena alla distanza imposta dalla guerra e ha sottolineato la fortuna che abbiamo di avere il telefono, di poterci dire le cose in tempo reale senza dover attendere recapito e risposta da parte del postino. 

Ho letto e riletto questo scritto varie volte e, niente, tutto il sentimento che esprime non lo si vedeva da anni. La penna ha una magia dentro che la tastiera si sogna. In questo momento grave, forse dovremmo provare ad affidare il cuore alla tastiera, e dal divano dovremmo ammettere a noi stessi che questi sentimenti non li abbiamo proprio più nel cuore. 

Sarebbe tanto bello usare la tecnologia per esprimere qualcosa di sincero, per riavvicinarci proprio attraverso un mezzo che ci ha allontanati. Buona lettura, tanto amore per tutti. 

“Gentile Signorina, mi perdoni se le scrivo, lo creda non ne posso fare il di meno. Da otto giorni il mio animo non ha pace, i suoi occhioni neri attraenti, affascinanti, mi fissano e m’infondono nel cuore una fervida fiamma la quale mi rende beato nella arcana visione di questo sogno. 

Si, signorina la sua bella e sublime immagine l’ho sempre dinanzi allo sguardo e, mentre vergo questa mia sento corrermi dei lunghi fremiti per le ossa. Le sembrerà strano, stranissimo questo mio fare. Lei si domanderà il come ho fatto ad innamorarmene in una giornata, eppure signorina deliziosa è così. Da quel momento, ch’ebbi la fortuna di fissarla negli occhi per la prima volta, cantarono in me le voci dell’amore e l’anima ne gioì come all’incontro dell’anima gemella. 

Non s’accorse di nulla quel giorno? Non vide i miei occhi che versavano tutto il fuoco della mia simpatia dei miei pensieri per Lei, donna soave ed angelica; e quel giorno guardandola profondamente io parlai con la parola delle pupille ai suoi occhi che, se non sbaglio lampeggiavano anch’essi. Gli occhi dicono sempre tutto ed i nostri occhi si son già compresi, vero Signorina? Me lo scriva, mi tolga da queste terribili pene. Mi perdoni se in due parole le dico che son rimasto attratto, avvinto dal suo fascino. 

La mia posizione gliela prospettai a M. S. Savino e cioè attualmente ufficiale, ma che spero presto lasciare la divisa e che nel settembre p.v. dovrò dare due esami per conseguire la licenza in agrimensura che per la benedetta guerra non potei aver prima. Se vuole assumere informazioni minuziose sul mio conto e sulla mia famiglia che gode di larga stima nella mia città le rimetto l’indirizzo di casa. Cav. Xxxxx xx Corso xxx Appena avuta la sua risposta chiederò un permesso per venire ad esprimerle col vivo della voce ciò che la sua distinta persona ha lasciato nel mio cuore. Non mi dilungo di più, oramai mi avrà compreso e, spero anche Lei senta della forte simpatia per me. 

Nel profumo dei pensieri innamorati umilmente chiedo che sia accolto questo messaggio d’affetto. Nell’attesa febbrile ed ansiosa le stringo caldamente la mano e mi creda per la vita. Devoto suo Vittorio”

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