Un appello dalle stelle

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Riceviamo e pubblichiamo questo pezzo di Andrea Stephani*, in difesa dell’osservatorio astronomico del Generoso che sta per essere smantellato.

Siamo convinti anche noi che certe realtà debbano essere tutelate. Come giustamente dice Stephani, togliere l’osservatorio non vorrà solo dire avere un punto di osservazione in meno verso il cielo, ma “ …ci priverà altresì di un’opportunità di guardare il mondo con occhi diversi e di mettere le cose nella giusta prospettiva.” Migros Ticino, proprietaria della struttura, ha deciso di chiuderla, cosa che a molti non è andata a genio. Lasciamoci spiegare da Stephani:

“Chissà cosa direbbe Margherita Hack, di fronte alla sventurata ipotesi della chiusura dell’Osservatorio astronomico del Generoso. Lei che di quella struttura, inaugurata 24 anni fa, è stata la madrina; lei che, dopo aver osservato la volta celeste per decenni, esclamava “è così bello fissare il cielo e accorgersi di come non sia altro che un vero e proprio immenso laboratorio di fisica che si srotola sulle nostre teste”.

Un paio di settimane fa, però, Migros Ticino – per il tramite della Ferrovia Monte Generoso SA – ha comunicato la propria decisione, unilaterale, di spegnere questa straordinaria finestra locale sull’immensità del cosmo. L’Osservatorio astronomico sarà traferito oltre Gottardo, su un colle che qualcuno considera una montagna, e con lui se ne andrà la possibilità più unica che rara di confrontarci con una dimensione talmente immensa da faticare addirittura a comprenderla appieno. Per dirla con le parole dell’astrofisica toscana, sarà più difficile spiegare ai nostri figli che “tutti noi abbiamo un’origine comune, siamo tutti figli dell’evoluzione dell’universo, dell’evoluzione delle stelle, e quindi siamo tutti davvero fratelli”.

Ecco, la chiusura dell’Osservatorio – oltre a limitare l’offerta turistica della regione e depauperare il territorio di una struttura al contempo scientifica e divulgativa – ci priverà altresì di un’opportunità di guardare il mondo con occhi diversi e di mettere le cose nella giusta prospettiva; insomma, spostare l’Osservatorio dal Ticino non solo aumenterà la distanza che ci separa dalle stelle, ma ci renderà pure più soli ed ignoranti di fronte ai grandi misteri di questa famiglia allargata che è l’Universo. Ci farà perdere un po’ di poesia e di speranza poiché – come scriveva il poeta – “tutti viviamo nel fango, ma alcuni di noi guardano le stelle”. Beh, quei pochi che ancora tengono la testa alta e il naso all’insù faranno decisamente più fatica a vedere il bagliore delle stelle farsi largo tra le migliaia di luci artificiali ed i deliri luminosi del triangolo del cattivo gusto momò, formato dal Casinò, il Fox Town e il CPI, della nostra piccola Las Vegas di periferia.

Non ci sono dubbi; se oggi Margherita Hack potesse parlare, con il suo accento toscano, ci darebbe dei “bischeri”. Senza mezzi termini, con quella chiarezza cristallina che ne contraddistingueva il pensiero e le prese di posizione. Purtroppo però il prossimo 29 giugno ricorrerà l’anniversario dei sette anni dalla scomparsa della celeberrima scienziata italiana. Non ci azzardiamo neppure a scrivere che ora Margherita Hack è lassù, da qualche parte, che ci guarda e scuote la testa. Lei, vegetariana dalla nascita e atea praticante, non credeva né alla vita dopo la morte né tantomeno ad un “paradiso versione condominiale dove reincontrare amici, nemici, parenti, conoscenti”.

Forse non le sarebbero piaciute neppure le parole di quella canzone del “Professore”, Roberto Vecchioni, che dice che “le idee sono come le stelle / che non le spengono i temporali / (…) E sono come il sorriso di Dio / in questo sputo di universo”; ci`nonostante sarebbe di sicuro stata dalla parte degli studenti e dei docenti liceali che negli scorsi giorni si sono schierati contro la paventata chiusura dell’Osservatorio.

Lei, Margherita Hack, ci avrebbe ricordato ciò che l’astronomia dovrebbe averci insegnato da tempo, ovvero che “noi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell’evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri”. Ed il fatto di non poterli più vedere distintamente sopra la nostra testa, ci allontana ogni giorno di più dalla comprensione di noi stessi.”

*Gran Consigliere i Verdi

Firma la petizione online per salvare l’Osservatorio astronomico del Monte Generoso al seguente link:

– https://www.change.org/p/migros-ag-salviamo-l-osservatorio-astronomico-del-monte-generoso

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