26 autori sul coronavirus per un’opera meritoria

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Bella e meritoria l’iniziativa della casa editrice Garzanti. In tempi di «tutti a casa» e «fermi tutti», con rotative ferme e tastiere claudicanti, ha chiesto ad una ventina dei suoi autori di scrivere sul Coronavirus. Per una raccolta di testi ad uso elettronico (gli e-book), per un’opera di beneficienza: tutto il ricavato verrà devoluto ad uno degli ospedali simbolo di questo periodo, il Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Nell’operazione, ovviamente, sono stati coinvolti anche distributori, case di spedizione, editori correlati e via dicendo. Tutti d’accordo (chapeau!) ed ecco allora questa collezione che a buon diritto rappresenta l’unica novità editoriale delle ultime settimane.

L’antologia è interessante per diversi motivi. Perché il tema unico, la quarantena, mette in risalto la diversità di approccio, l’inventiva appoggiata sulla fantasia, la profondità di riflessione, la descrizione minimalista che si rivela arguta, e altro. Tanti spunti, numerose occasioni per una raccolta che sa mostrare pagine che, ne siamo sicuri, finiranno in un qualche sussidiario di storia, perfette per spiegare questi mesi che, lo si voglia o no, passeranno dalla cronaca alla … Storia, appunto. I nomi? Citiamo i più famosi, per rendere l’idea ai lettori. Quelli di Andrea Vitali, di Jhumpa Lahri, Donato Carrisi, Ilaria Tuti, Stefania Auci, Alessia Gazzola, Massimo Gramellini, Hans Tuzzi, Marco Vichi, Clara Sanchez … . Un parterre de roi in grado di occupare stabilmente le classifiche di vendita. Un gruppo di Signori Autori capaci di stupire e far riflettere.

Vitali ad esempio, in una passeggiata forzata («Eroica decisione per quanto mi riguarda, perché sin dalla più tenera età la pratica sportiva non è mai stata tra le mie attività principale, e nemmeno secondarie) ti va ad incontrare chi? La sua prima eroina, la mitica Tecla Manzi che ha fatto conoscere lo scrittore di Belluno a tutti. Poi Marco Vichi, il giallista che si produce in una poesia!), Hans Tuzzi che, armato dalla saggezza e conoscenza che lo contraddistingue, partendo dall’irrisolto confronto tra scienza e umanesimo va decisamente sul reale, incidendo come pochi («Anche la malattia si può leggere come metafora. E, come tale, sfugge in parte dl dominio della scienza. … Spero che questa dura prova serva, a noi italiani e più in generale all’umanità, per operare una rara e difficile alchimia: ragionare di testa, non di pancia: disgustarsi dei luridi siti di chi semina odio per professione, riconquistare una socialità che non può esaurirsi negli happy hour»). Gianni Biondillo descrive una giornata in un appartamento di condominio a Milano, Donato Carrisi racconta del casuale trasformato in obbligo: il «fermi tutti» lo sorprende a casa dei suoi genitori lontani, e con moglie e figli deve vivere nella sua cameretta da bambino. Enrico Galiano si prepara per una lezione online (che non è così semplice come sembra), Ilaria Tuti chiama una testimonianza straordinaria (lo zio friulano che «Ho subito la guerra da bambino, il terremoto a metà della mia vita, ma mai avrei creduto di vedere questo, a ottant’anni»). Stefania Auci che induce alla resistenza, anche se è difficilissimo autosospendersi dal «sentirsi parte di qualcosa» e invita ad un «bisogna vivere con ciò che si ha, perché il desiderio di vita, di futuro è ciò che ci spinge a resistere». Senza dimenticare Massimo Gramellini che, da par suo, affronta il problema delle coppie nello stato di cattività: quelle forzate e quelle inconfessabili, le distanti e le troppo vicine. Arguto come sempre.

Un altro aspetto molto interessante fornito da queste piccole grandi antologie è dato dalla scoperta di nomi nuovi, almeno dal punto di vista di chi scrive. Autori che finiscono subito nelle annotazioni relative agli «scrittori da seguire». Facciamo un nome solo, quello di Ritanna Armeni, che lavora in tv con Maurizio Ferrara ed ora scrive per «Il manifesto»: ha già pubblicato un paio di romanzi.

Certo non tutte le pagine sono memorabili, qualcuno ha svolto il compitino, ma anteponiamo le finalità della pubblicazione e non lasciamoci distrarre dalle poche, veramente poche, scritture un po’ così. Sarà stato il coronavirus. Consigliamo però, eccome se consigliamo.

«Andrà tutto bene: gli scrittori al tempo della quarantena,» di di Marco Buticchi, Andrea Vitali, Massimo Gramellini, Jhumpa Lahiri, Gianni Biondillo, Caterina Bonvicini, Ritanna Armeni, Florence Noiville, Clara Sanchez, Alessia Gazzola, Donato Carrisi, Giuseppe Festa, Cristina Caboni, Antonella Frontani, Silvia Truzzi, Marco Vichi, Elisabetta Gnone, Barbara Bellomo, Enrico Galiano, Federica Bosco, Ilaria Tuti, Giada Sundas, Anna Dalton, Stefania Auci, Alice Basso, Hans Tuzzi, ed. Garzanti, 2020, pag. 352. Euro: 9,99.

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