Dementi: gemellaggio agli antipodi

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La demenza legata alla paura, al sovranismo, e a un sacco di altre cavolate, sta rendendo la vita difficile alle autorità in numerose regioni. Come al solito si delineano due fazioni, una che chiede la fine del lockdown, e un’altra, più ragionevole, legata agli addetti alla sanità e ai più ragionevoli, che gli si oppone.

Un caso emblematico sono i manifestanti USA, di destra e seguaci di Trump, che chiedono il ritorno alla normalità invocando il primo e il secondo emendamento. Lo fanno armati, come se mostrare i fucili potesse intimidire non si sa bene chi, forse i liberal che dicono loro che potranno contagiarsi, o forse per ammazzare il virus. A Denver, a opporsi a loro sono stati soprattutto gli infermieri.

Gente che al saldo della fuffa protestatoria, vede tutti i giorni le devastazioni del virus, che in certe zone degli USA sembra simile alla Lombardia e che in tutta la nazione ha superato abbondantemente le 42’000 unità. Leggiamo sul Corriere del Ticino in merito alla contromanifestazione degli infermieri:

“Un gruppo di infermieri di Denver, in camice e mascherina, si è messo davanti alle automobili dei partecipanti al corteo contro le misure di lockdown. Mentre i dimostranti suonavano il clacson e urlavano loro di spostarsi – tutti senza mascherina, molti con cappellini e magliette della campagna di Donald Trump e la bandiere «stelle e strisce» – gli infermieri sono rimasti immobili, con le braccia incrociate. (…) «Non tutti gli eroi indossano il mantello», si legge in uno dei messaggi su Twitter sotto le foto degli infermieri di Denver che hanno subito iniziato a circolare sui social. «Gli infermieri, che stanno mettendo la loro vita in pericolo per salvare quella degli altri, si sono schierati per strada per manifestare contro l’egoismo e l’ignoranza della protesta di oggi», recita un altro post.”

Ma la bandiera dell’imbecillità non conosce nazionalità, ed anche in Italia, stranamente, le forze dell’estrema destra vogliono radunarsi il 25 aprile. Catalizzati dall’ex terrorista nero Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, di cui abbiamo parlato diffusamente su GAS (leggi qui sotto),

i militanti di estrema destra si bevono una serie di imbecillità che è difficile solitamente vedere tutte insieme. Leggiamo dalla nota a sostegno dell’iniziativa sui social:

“Siamo quella parte d’Italia che non si arrende, quella parte della popolazione che non è più succube di mainstream e continue violenze psicologiche, quella parte di popolazione che vuole chiarezza e verità da parte di veri esperti e non dai soliti noti virologi di poco conto e task force inadeguate. Prepariamoci senza violenza, scendiamo in strada con cartelloni e manifesti, con fischietti e megafoni, con le auto e clacson, senza nessun simbolo politico. Uniamoci sotto il nostro tricolore per amore nostro e del nostro paese, tutti uniti italiani e stranieri come un unico popolo, un popolo sovrano!”.

In migliaia avrebbero aderito all’evento, ricordiamo però che un’adesione sui social non corrisponde necessariamente a una reale. Resta il fatto che il disprezzo che hanno queste persone, sia statunitensi che italiane, per chi cerca in qualche modo di fermare il virus rasenta l’autolesionismo. Autolesionismo che pagheremo tutti, perché il contagio non distingue tra imbecilli e intelligenti purtroppo. Da parte nostra solo ancora un plauso e tutto il sostegno possibile a infermieri, medici ed esperti che cercano in tutti i modi di fermare il morbo.

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