Donald, non è questo il momento!

Di

Il presidente degli Stati Uniti ha deciso di bloccare i finanziamenti americani all’Organizzazione Mondiale della Sanità. Oltre a ciò gli USA hanno aperto un’inchiesta che mette sotto esame l’OMS e il suo operato  per aver gestito la crisi da Covid 19.

La minaccia solo una settimana fa tramite cinguettio di Twitter (di cui avevamo parlato, leggi sotto) e ieri, l’intimidazione si è concretizzata: gli USA, sotto il volere di Trump, non verseranno più la loro fetta di contributi all’Organizzazione Mondiale della Sanità perché, secondo il magnate: “gli errori dell’OMS sono costati molte vite umane. Ha fallito nei suoi compiti e deve essere ritenuta responsabile”.

Un paradosso tutto americano

Gli Stati Uniti smetteranno di pagare l’Organizzazione per un periodo compreso fra i 60 ed i 90 giorni, ma non è ancora dato sapere se saranno fissate condizioni per la ripresa dei finanziamenti oppure no. Con una cifra che oscilla fra i 400 e i 500 milioni l’anno (circa un decimo del bilancio totale), gli States sono il principale sovvenzionatore dell’organizzazione ONU.

Questi dati evidenziano però il paradosso. Trump critica il fatto che gli USA siano il primo contribuente finanziario dell’Oms, superando la cifra versata dalla Cina. Eppure, sempre secondo il magnate, l’organizzazione seguirebbe le direttive di Pechino.

Una mossa temporanea, fatta in attesa che gli USA completino la loro indagine sulle responsabilità dell’OMS. “L’epidemia poteva essere contenuta alla sua origine con pochi morti. Si sarebbero salvate migliaia di vite e si sarebbero evitati danni economici” tuona Trump durante la conferenza stampa. 

L’ultimo gioco di potere del presidente va a colpire proprio nel pieno della pandemia una delle principali organizzazioni mondiali, con ripercussioni sui Paesi più poveri. 

Le reazioni dal mondo

Non c’è nazione o politico che, di fronte a questa decisone, abbia deciso di schierarsi con il magnate  americano.

Il primo a pendere parola è stato il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, da cui dipende l’OMS: “Non è il momento di ridurre le risorse per le operazioni dell’Oms o di qualsiasi altra organizzazione umanitaria nella lotta contro il Covid 19. Ora è il momento dell’unità perché la comunità internazionale lavori insieme in solidarietà per fermare questo virus e le sue conseguenze dirompenti”

Poi è toccato a Cina e Russia, amiche-nemiche degli USA. Pechino si è detta “seriamente preoccupata” e ha invitato l’America ad “adempiere ai proprio doveri”. Mosca, invece, è più lapidale:“Questo è segno di un approccio egoista”.

Infine anche l’UE ha volto dire la propria, tramite Josep Borrell, l’Alto rappresentante: “Non c’è ragione che giustifichi questa mossa, in un momento in cui gli sforzi dell’organizzazione sono necessari più di sempre per contribuire a contenere e mitigare la pandemia”. 

Anche l’Unione Africana ha espresso il suo disappunto per la decisone, definendola “deplorevole”.

Una strategia nota

Come avevamo già scritto, Trump è alla disperata ricerca di qualcuno a cui dare la colpa dei propri fallimenti e ne indica due: la Cina e l’OMS, organo delle Nazioni Unite che da sempre il magnate osteggia.

Trump ha commesso un grave errore sottovalutando la gravità del virus. Tanto che ha portato il suo Paese ad essere quello con il maggior numero di contagi, oltre 600mila, ma anche di vittime, 25mila.

E quindi che fare? Semplice: si innesca una polemica che faccia da esca per gli avversari, ma anche alleati che, cominceranno a scannarsi a vicenda anziché occuparsi di come il presidente stia gestendo l’epidemia. 

In piena emergenza, in vista delle votazioni che, proprio a causa del virus, sono sempre più incerte e alla soglia del tracollo economico, Donald Trump cerca di rimanere a galla.

Una mossa scaltra, non c’è che dire. Ma che lascia aperto un quesito: tolti il Gigante Rosso e le accuse all’OMS, il presidente è pronto a elaborare una strategia per far si che anche gli USA abbiano una sanità pubblica in grado di garantire assistenza a tutti?

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!