Ecuador: situazione terrificante

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Da una zona montuosa dell’Ecuador vicino a Santo Domingo de los Colorados non lontano da Quito, dove vive con il marito ticinese, Gloria Guaman Widmer, ex giornalista radiofonica riconvertitasi nell’agricoltura biologica sulle proprie terre, ci ha appena reso una testimonianza agghiacciante. La situazione in Ecuador e in special modo nella città costiera di Guayalquil sul Pacifico è terrificante, ma il governo continua a “minimizzare e a pubblicare cifre assurde sul numero di contagi e decessi.”

La realtà è ben altra, ci racconta Gloria che con Giovanni ha la fortuna di vivere dei prodotti della sua terra sulle alture della città di Santo Domingo de los Colorados o de los Tsachilas (in linguaggio indigeno) dove la coppia vive per ora in isolamento pressoché totale. “All’inizio della pandemia, il presidente Lenin Moreno e la moglie hanno lasciato la capitale per rifugiarsi nella loro residenza sulle isole Galapagos senza curarsi del precipitarsi della situazione!”

“La paura è grande, tutti confinati”

Per diverse settimane il governo ecuadoriano ha continuato a pubblicare un bollettino recante le medesime cifre sul numero di contagiati e di decessi: “Mentre la stampa internazionale e in particolar modo un giornalista della CNN avevano iniziato a denunciare ciò che stava succedendo a Guayaquil”, spiega Gloria Widmer, “le autorità diramavano imperterrite la stessa cifra di 80 morti!” Ci sono volute le prime denunce internazionali per convincere il presidente Moreno, per altro vice-presidente del precedente governo di Rafael Correa condannato a otto anni di carcere per corruzione, a tornare dal suo ritiro dorato delle Galapagos.

“Per ora noi siamo al sicuro nella nostra finca e d’altronde non abbiamo scelta, tutte le comunicazioni con la città di Santo Domingo sono bloccate, i primi vicini vivono a più di un chilometro da casa nostra e tutti quanti rimangono confinati, la paura è grande. Siamo fortunati a coltivare tanta frutta e verdura, ad avere anche riserve di carboidrati che ci permettono di potere sostentarci, ma preghiamo il cielo che la situazione non si prolunghi troppo poiché le risorse non sono infinite!”

“Scene terrificanti a Guayaquil”

Per quanto riguarda il dramma che colpisce Guayaquil e che è riportato da alcuni giorni dai media di tutto il mondo Gloria ci dice, la voce rotta dall’emozione: “È una vera tragedia, tante persone muoiono in casa perché gli ospedali sono pieni, inoltre non sono attrezzati, non ci sono respiratori a sufficienza. Le famiglie poi non sanno come sbarazzarsi dei cadaveri e a volte li tengono chiusi nelle stanze durante giorni prima di buttarli per strada! Nelle vie della città ci sono corpi sparsi, sono scene terrificanti! Il sistema sanitario è totalmente inadeguato e oramai sopraffatto dalla pandemia. Ora si scavano delle fosse comuni nei sobborghi di Guayaquil!”

Il primo caso di Covid-19 in Ecuador era stato registrato lo scorso 29 febbraio: una donna asintomatica arrivata dalla Spagna quindici giorni prima. Il 15 marzo il governo decretava lo stato di emergenza sanitaria in tutto il Paese, con quarantena dal 17 marzo. Attualmente è inoltre attuato un coprifuoco dalle ore 14 alle 5 di mattina.

Non solo Covid 19, ma povertà ed estrema violenza

Stando a testimonianze raccolte da giornalisti nella città costiera, fino a pochi giorni fa, sarebbero stati già 300 i cadaveri di morti per Covid 19 recuperati sui marciapiedi.

Attualmente in tutto l’Ecuador si registrerebbero circa 3200 casi positivi al Coronavirus, ma stando all’ex giornalista radiofonica, sono certamente molti di più come sono molti di più il numero dei morti da quello ufficialmente annunciato. “Il governo” conclude Gloria, “è incapace di controllare la situazione e il dramma del paese non è da cercarsi soltanto nella pandemia, ma nella corruzione dilagante, nelle ineguaglianze sociali, la povertà e l’estrema violenza”.

Passata la pandemia Gloria e Giovanni sperano in un ritorno in Ticino dove vive parte della loro famiglia.

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