Figli, a scuola!

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Non sono un medico, né tantomeno un infettivologo o un virologo. Sono un genitore che valuta, s’informa, pensa e poi cerca di decidere il meglio per i suoi figli. 

E da genitore, non da medico, non ho dubbi, i ragazzi devono tornare a scuola. Devono tornare ad una vita normale, a frequentare altri bambini, a confrontarsi con i maestri che per 9 mesi all’anno sono il loro punto di riferimento fisso. Devono ricominciare a condividere gli spazi, le gioie e i dolori della vita di tutti i giorni. La scuola non è solo un posto fisico, non è solo un’aula, è un luogo di incontro, di scambio, dove i nostri figli crescono, maturano e si confrontano con la vita. E, almeno per loro, la vita deve poter ricominciare, non come prima, ma in modo nuovo, con il giusto compromesso tra i loro bisogni e le norme di sicurezza.

7 settimane di insegnamento a distanza, un esperimento interessante, ma che sicuramente non può sostituirsi in tutto e per tutto alla vera scuola. Ritornare in classe e rivivere, anche se per poco, la quotidianità potrà trasmettere ai nostri figli la sensazione che sì, “andrà tutto bene”. In questo modo questa frase non sarà solo uno slogan o un disegno appeso alla finestra, ma un messaggio concreto che lasceremo ai ragazzi prima della pausa estiva. 

Dopo queste 7 settimane sarà indubbiamente difficile ricominciare a settembre, soprattutto per chi in tutto questo periodo ha avuto difficoltà a stare al passo con il programma e con i compiti. A settembre ripartirà con il peso e la difficoltà di dover colmare le lacune che si sono create. I nostri figli devono poter riappropriarsi il prima possibile dei loro spazi, dei loro banchi. Utilizziamo queste settimane per riportare tutti allo stesso livello, per ripartire a settembre più forti, più uniti, più uguali.

La decisione se riaprire o no, non spetta a noi genitori. Sono i medici, i virologi, quelli che definiamo “gli esperti” a doverci dire: “Si, si può fare”.

Ma quando questo momento arriverà, e spero verrà confermata la data dell’11 maggio, io da genitore non ho dubbi. A scuola i miei figli ci saranno.

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