Gian Mauro Costa e la new entry del giallo italiano

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Il giallo italiano ha una new entry di tutto rispetto: Angela Mazzola, simpatica, single, appassionata di vino e … astuta poliziotta. L’ha creata Gian Mauro Costa.

Si chiama Angela Mazzola, è bella, disinvolta e le piace bere un buon bicchiere di vino (ha un diploma di sommelier). Si chiama Angela Mazzola ed è un piacere conoscerla: figlia del proletariato (padre panettiere), ha studiato fino ad indossare la sognata divisa della polizia. All’antirapine di Palermo, anche se le sue aspirazioni sono quelle di arrivare alla Omicidi. Restando però sempre «libera»: una condizione non barattabile. Entrata di sottecchi in un racconto di una delle famose antologie di Sellerio è ora la protagonista seriale di Gian Mauro Costa e dopo «Stella o croce» del 2018 eccola, parecchio cresciuta, in «Mercato nero».

L’occasione che smuove il tutto è la morte di un «Nome Illustre» al mercato di Ballarò, vale a dire in uno scenario popolare al massimo: è per questo che la nostra viene coinvolta in causa dalla Omicidi, per la sua conoscenza pregressa. E lei, ovviamente contenta come non mai, è la sua grande occasione, interrompe le ferie a Torino e si precipita a Palermo. Con il suo intuito femminile particolare riesce a ricostruire una storia alternativa a quella ufficiale, definita unicamente come uno scontato «omicidio casuale, uno sbaglio di persona». Le cose non sono andate così e l’inchiesta si sviluppa in un contrasto di ambienti che Costa sa magistralmente descrivere. Da una parte la Ballarò di oggi (mercato di mattina, movida di sera, piazza di spaccio la notte) con il suo sottofondo multietnico che vive sulla linea della legalità, oltrepassandola pure. Dall’altra i campi da tennis, la ricca aristocrazia che si diletta in collezionismo d’arte antica, con reperti da centinaia di migliaia di euro l’uno. E ville che a dir sontuose è ancora poco.

La nostra si destreggia alla grande, senza imbarazzi di sorta nell’interloquire con il mondo dorato e con quello sommerso, con l’architetto Peppe Tarantino, ex-socio della vittima, e il nigeriano Jamal, cameriere e conoscente di una donna di servizio nel lussuoso palazzo Altavilla. Certe ipotesi vengono smontate al secondo o terzo bicchiere, altre nel leggere in modalità differente un parco aperto ai cani. 

Ovviamente qui evitiamo lo spoiler, non diciamo come va a finire. Ci basta aggiungere e sottolineare come la scrittura di Gian Mauro Costa abbia avuto un bel balzo di crescita. Che il romanzo non è fatto solo di ambientazioni azzeccate ma anche di personaggi davvero riusciti. La protagonista che oramai va considerata figura con uno peso specifico nel novero delle nuove creature al femminile del giallo italiano (la Sara di De Giovanni, la Battaglia della Tuti, la Vanina della Cassar Scalia). Poi, ancora, i cosiddetti «non protagonisti»: Jamal, il laureato immigrato che deve esprimersi come un analfabeta sennò viene trattato malissimo, la sorella del morto che in cuor suo cova un sogno assai semplice. Fra aperitivi, happy hour, locali equivoci la nostra Angela sembra giocare in casa, e sa ben introdursi nel piccolissimo interstizio, quasi invisibile, tra la mafia palermitana e quella nigeriana (sì, c’è di mezzo anche quella). Ed il libro non è solo godibilissimo ma proprio bello. Perché la scrittura di Gian Mauro Costa sa affascinare senza squilli di tromba, ed il lettore dopo poche pagine è conquistato.

«Mercato nero,» di Gian Mauro Costa, 2020, ed. Sellerio, 2020, pag. 272, Euro 14,00.

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