Helmut Marko di Red Bull: “Infettiamo i piloti”

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“Propongo di radunare 8-10 piloti in formazione in un “camp” con Verstappen, Kvyat, Gaslye Albon a stretto contatto affinché possano contagiarsi presto a vicenda e sviluppare un’immunità personale: sarebbe molto utile per essere al top quando la stagione di Formula 1 potrà iniziare”.

Barzelletta di cattivo gusto, “fake news”? No, tutto vero, espresso a “Sport am Sonntag”, la ” Domenica sportiva” della televisione di Stato austriaca ORF, dal consulente della scuderia RED BULL, Dr. Helmut Marko, laureato in giurisprudenza e vincitore nel 1971 a Le Mans. Conferma Herr Marko? Certo, il giorno dopo Helmut lo ha ribadito ai mass-media austriaci e tedeschi: “i nostri sono giovani e forti, non avrebbero avuto danni, ma solo benefici per loro e per la scuderia nel corso di una stagione che rischia di essere contratta nel tempo e molto dispendiosa”.

Per fortuna i vertici della Red Bull ” non l’ hanno presa bene, “Helmut dixit. L’idea peraltro non è del suo sacco: si tratta della teoria dell'”immunità di gregge”, difesa in un primo tempo dal premier inglese Boris Johnson che ha permesso la disputa di un torneo di boxe per la qualifica olimpica a Londra davanti a 10000 spettatori, interrotto solo quando lui stesso ha cominciato ad avere qualche sospetto, finendo poi vittima della dea greca della giustizia Nemesi. In tutto il mondo ci sono stati gruppi che si sono radunati anche in tempi di proibizioni, non necessariamente per dispetto, ma convinti di  poter sconfiggere il male. E al mondo, c’è un Paese intero che mette in pratica questa teoria: la Bielorussia del presidentissimo Lukashenko che fa continuare in barba a tutto e a tutti il campionato di calcio e di hockey. Lui stesso è sceso in pista. “Noi il virus lo sconfiggiamo con la sauna e la vodka”. Ironia della sorte, lo stesso giorno ci viene detto che un grappino non è che ci renda immuni, ma insomma non fa male.

Quando le nostre conoscenze sulla natura del Covid-19 rimangono ancora piuttosto vaghe…Nel frattempo, la ricchissima Adidas, grande sponsor dello sport olimpico, ha annunciato di non voler pagare l’affitto nei suoi numerosissimi punti vendita in Germania: diamine, lo Stato mi chiude le botteghe? Io non pago. Ha fatto una giravolta di 360 gradi dopo aver ricevuto molte minacce di boicottaggio e un rimprovero ufficiale dal governo. Molti leader e grandi sponsor dello sport moderno d’assalto teso solo al profitto e alla vendita della loro mercanzia, non perdono occasione per dimostrare sino a che punto hanno pervertito  la nobile idea di De Coubertin. Sono diventati come i monaci citati da Voltaire, quelli del suo tempo, non certo quelli rappresentati dal nostro ammirevole Fra Martino: “les moines sont comme les singes(scimmie): plus ils montrent en haut, plus ils montrent le cu”. Perché oltre a sostituire i servi della gleba in guerra nel letto delle mogli, si arrogavano pure il diritto di dettare legge nei villaggi. Mala tempora correvano, e solo un po’ migliori corrono oggi.