Ignazio Cassis flagello di Dio

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Che il nostro caro Iganzio Cassis non sia il gran campione della ticinesitudine si era capito. Che poi un tizio legato a doppio filo con le lobby, soprattutto dei cassamalatari facesse gli interessi del popolo ticinese era proprio un’illusione degna di contadinotti medioevali.

Già la sua assenza di un mese a ridosso del coronavirus aveva fatto storcere il naso a molti. Come si diceva, magari non devi per forza scendere in Ticino, ma una letterina magari…(leggi qui sotto)

Oggi veniamo a sapere che Cassis, in solitaria come Lone Ranger e in combutta con rappresentanti dell’UDC e i loro manutengoli dell’economia, spingeva per l’apertura di tutte le attività per il 27. Il Tages Anzeiger non fa speculazioni sulla presa di posizione di Cassis, ma non fa nemmeno mistero delle forti pressioni che gli ambienti industriali ed economici fanno al Consiglio Federale, ambienti pure scontenti dei due consiglieri UDC, ritenuti deboli in termini di leadership.

Scordatevi perciò dell’aiuto di Cassis al Ticino, lì dentro, a quelli dell’UDC e degli ambienti economici non gliene frega niente. Gli interessa far ripartire la macchinona da soldi che hanno oltre Gottardo, se poi il Ticino è il più colpito col maggior numero di morti in proporzione alla popolazione, pazienza.

Cassis, fregandosene allegramente, non solo ha accettato di scodinzolare come rappresentante di costoro, ma si è trovato addirittura a scontrarsi con i suoi sei colleghi.

6 a 1, ed è pure ticinese. 6 a 1, calcolando che nemmeno la sua collega di partito Karin Keller Sutter lo ha seguito e che soprattutto si è trovato contro i due consiglieri federali UDC, Ueli Maurer e Guy Parmelin.

Gente che per abitudine regge la coda ai grandi industriali elvetici. Ebbene, tutti e sei i colleghi di Cassis hanno bocciato la sua proposta. E si che Cassis, ed è doveroso ricordarlo, era lui stesso medico cantonale in Ticino, un agire perciò ancora più vergognoso, per una persona che era ed è perfettamente al corrente dei rischi di una riapertura globale in tempi brevi.

Cassis, già prima della sua elezione, ci aveva dimostrato quanto fosse bravo a tirare giacche e a tenere il piede in 25 scarpe per opportunismo. Oggi si rivela ancora una volta per quello che è: un inutile rappresentante non solo del Ticino, ma anche degli svizzeri. Una persona dal sottilissimo spessore politico, schierato ancora più a destra dei colleghi UDC.

Onestamente, a questo punto, per avere Cassis, tanto vale avere “Attila flaccello di Dio” lo sgarruppato personaggio impersonato da Diego Abatantuono, almeno lui ci faceva ridere e non faceva danni. Ah, Ignazio, quando sei venuto a trovarci hai portato due respiratori, non sta a noi dirti cosa farne, ma siamo sicuri che in molti possono suggerirti variegati utilizzi.

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