Indennità per indipendenti: che fine hanno fatto?

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Promesse dalla Confederazione, dai Cantoni, dai Sindacati, le indennità per lavoro ridotto destinate agli indipendenti sembrano fare una gran fatica ad arrivare. Malgrado siano retroattive al 17 marzo, chi le ha richieste il 23 dello scorso mese non ha ancora visto il becco di un quattrino e ha dovuto accontentarsi di una risposta via mail: “evaderemo la sua domanda al più presto”.

“Nessun versamento e nessun anticipo”

“Intanto”, ci racconta Didier Ruef, fotografo professionista ginevrino che vive a Lugano e lavora perlopiù all’estero, “sono bloccato dall’emergenza Covid 19, non posso più spostarmi visto che tutti i voli sono sospesi, i miei ingaggi sono ridotti all’osso, ma devo comunque continuare a pagare il mio affitto, le mie spese, insomma tutte le fatture usuali che, purtroppo, non aspettano.”

Confidando nelle promesse fatte dalla Confederazione e dal Cantone e confermate dai sindacati, sin dallo scorso 23 marzo Didier ha inoltrato alla Cassa cantonale di compensazione il formulario per la richiesta delle indennità di lavoro ridotto per gli indipendenti. “Ho però dovuto aspettare fino al 23 aprile per una risposta via mail la quale mi spiegava in buona sostanza di dovere avere pazienza e che, viste le tantissime richieste giunte, la mia domanda sarebbe stata evasa al più presto. Da allora nessun versamento e tanto meno nessun anticipo!”

Piccola svolta giovedì quando il fotografo ginevrino riceve una mail che gli conferma che “il primo versamento per marzo dovrebbe arrivare tra oggi e domani mentre il pagamento per aprile avverrà nel corso della prossima settimana”. Didier Ruef rimane scettico: “Finora non ho visto arrivare nulla sul mio conto, vada come vada il ritardo è palese visto che siamo a fine aprile” sottolinea.

Sino al 22 aprile 5000 pagamenti effettuati alle attività colpite da ordini di chiusura

In Ticino e non solo tanti indipendenti sono nella stessa situazione di Didier. Abbiamo chiesto alcuni lumi a Sergio Montorfani, direttore dell’Istituto delle Assicurazioni sociali (IAS) del Dipartimento della Sanità e della Socialità che ci ha risposto in questi termini: “Per quanto riguarda la Cassa cantonale di compensazione – le casse operative in Ticino sono 80 – “mercoledì 15 aprile abbiamo effettuato 2000 pagamenti relativi alle attività colpite dall’ordine di chiusura federale; mercoledì 22 aprile abbiamo effettuato 3000 pagamenti relativi alle attività colpite dall’ordine di chiusura cantonale. Tutte le altre attività non colpite direttamente da ordini di chiusura possono beneficiare delle indennità solo grazie alla decisione del Consiglio federale del 16 aprile. 

Stando a Sergio Montorfani, questa decisione ha richiesto “un’ulteriore modifica dei programmi informatici prima di procedere ai pagamenti. Pertanto saranno evase nei prossimi giorni, entro la fine di aprile. Si tratta dei pagamenti relativi al mese di marzo, mentre quelli relativi al mese di aprile potranno essere fatti solo all’inizio di maggio.” Staremo a vedere quindi visto che la fine di aprile è alle porte …

“Una perdita enorme”

Intanto certi indipendenti come il giovane titolare di un piccolo salone di parrucchiere per uomini a Lugano hanno effettivamente già percepito qualcosa: “Ho inoltrato la mia domanda sin dall’inizio ci spiega S. (*nome conosciuto dalla redazione) e mi sono stati versati 15 giorni di indennità per il mese di marzo, per quanto riguarda aprile fino al 27 data di riapertura del salone, dovrò aspettare fino a metà maggio sicuramente. Detto ciò ho subito una perdita enorme e ho dovuto fare capo al prestito garantito dalla Confederazione, ma dato comunque che la mia cifra d’affari era relativamente bassa, ho ottenuto poco …”

“Tempi troppo lunghi, possiamo anche crepare”!

Per il fotografo Didier Ruef, autore di un recente reportage sulla Clinica Moncucco diventata Centro Covid, i tempi d’attesa sono stati decisamente troppo lunghi per i piccoli indipendenti “che possono anche crepare”! Una critica alla quale Sergio Montorfani risponde così: “No, i tempi previsti dalla Confederazione sono stati rispettati dalle Casse AVS. Si tratta di una prestazione nuova che ha richiesto la modifica dei programmi informatici, la riprogrammazione dei processi e la formazione di nuovo personale per far fronte ad un flusso molto consistente e repentino di richieste. Va inoltre tenuto conto che tutto il personale ha operato anch’esso in una situazione di pandemia (misure di sicurezza, distanze sociali e norme igieniche accresciute).”

Ad inizio aprile l’avvocato Nicola Corti, deputato PS in Gran Consiglio, ha depositato una mozione per venire in aiuto ai quasi 30’000 indipendenti che formano il tessuto economico del Ticino. Ha chiesto alle autorità cantonali l’introduzione di “un’indennità mensile massima di 4410 franchi (80% dell’utile netto) per gli indipendenti che non hanno dovuto cessare la loro attività, ma il cui reddito è fortemente diminuito a causa della pandemia di SARS-CoV-2 / Covid-19 e per effetto delle Ordinanze Covid-19 1 e 2 del Consiglio federale del 13 marzo 2020 (Stato 9 aprile 2020)”. La mozione domanda inoltre un “aumento della somma forfettaria di CHF 3’320.00 concessa dal Consiglio federale ai collaboratori che occupano una posizione assimilabile a quella di un datore di lavoro nella loro azienda, fino ad un importo massimo di CHF 5’880.00, secondo le condizioni dell’assicurazione contro la perdita di guadagno (fino all’80% dell’ultimo salario dichiarato AVS, al massimo CHF 196.00 al giorno).” 

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