La protesi al seno le salva la vita

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Dai, ridiamo un po’, mi sono detto. Basta virus, siamo stanchi e stufi di parlare solo di malattie. Parliamo di una bella sparatoria.

Fermi fermi…è una sparatoria che fa ridere. Sembra impossibile che una donna a cui hanno sparato addosso ispiri momenti ilari, ma è la realtà. Soprattutto in questi tempi dove la violenza sulle donne e il femminicidio assurgono troppo spesso agli onori della cronaca.

Il fatto in breve, svoltosi in Canada: una donna arrivata al pronto soccorso con un colpo di pistola al torace, ha stupito i medici perché chiacchierava e stava decisamente troppo bene. Il che non è mica una colpa, eh? È però vero che ti lascia lì un po’ perplesso. Un colpo al cuore e il paziente che chiacchiera sono cose poco compatibili.

A salvare la vita alla donna, deviando il priettile, è stato un seno. Ma mica un seno qualunque, la signora aveva delle protesi mammarie, insomma, le tette finte. In pratica il proiettile è rimbalzato sulla protesi sinistra senza attraversare il torace e deviato, ha colpito una costola sulla destra fratturandola. In poche parole gli unici danni per la fortunella siliconata, sono stati il foro d’entrata del proiettile e la costola rotta.

Quando pensate a quanto siano futili e a volte esagerate le tette di gomma, ricordate che possono salvarvi la vita. Insomma, è un po’ come nei western quando il cow boy di turno ha in tasca la Bibbia o un dollaro d’argento portafortuna.

Parlare bene delle protesi al seno è forse battuta d’arresto per la dignità delle donne, ma un pratico ausilio se si vive con un imbecille.

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