Migranti e Covid: appello urgente al Consiglio federale

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Sono stati pubblicati ieri i dati dello Stato Maggiore cantonale dell’immigrazione sull’occupazione del Centro unico temporaneo per migranti di Rancate: mediamente, per il primo trimestre del 2020, il centro ha registrato una presenza superiore ad una persona toccando un massimo di 11 richiedenti il 14 gennaio. Intanto però la situazione dei profughi è drammatica e il movimento “Evacuare ora” lancia un appello urgente al Consiglio federale per accogliere il maggior numero possibile di rifugiati in provenienza dai campi delle isole dell’Egeo.

“Una catastrofe silenziosa”

“In quanto Stato di Dublino, la Svizzera condivide la responsabilità della catastrofe umanitaria nelle isole greche” si può leggere nel testo della petizione rivolta al governo svizzero. “Ha la capacità e i mezzi finanziari necessari per contribuire in modo significativo all’evacuazione (dei campi). In vista dell’avanzata della pandemia di corona il tempo stringe.”

L’appello urgente si prefigge di giungere a 40’000 firme e circola da alcuni giorni. Conta tra i primi firmatari l’ex consigliera federale socialista Micheline Calmy-Rey, l’attrice ticinese Melanie Winiger, il regista Milo Rau, il sociologo e politologo Jean Ziegler, la sindaca di Ginevra Sandrine Salerno per citarne solo alcuni tra i più noti. 

Stando ad “Evacuare ora” sulle isole greche si sta verificando “una catastrofe silenziosa” che vede “diverse decine di migliaia di profughi provenienti da zone di guerre e di conflitti bloccati senza alcuna protezione.” In quei lager dove uomini, donne, bambini, giovani e vecchi, sono ammassati indistintamente, l’assistenza medica non è garantita e non esistono misure di igiene sufficienti né possibilità di distanziamento atte a prevenire la diffusione del virus. Anche il diritto di chiedere asilo politico è stato momentaneamente sospeso. Stando alle organizzazioni locali, riferisce “Evacuare ora”, la situazione al Campo di Moria sull’isola di Lesbo è particolarmente drammatica.

Un solo rubinetto per mille persone

Lì mancano i bisogni elementari come il cibo e l’igiene visto che nel campo vi è un unico rubinetto d’acqua per più di mille persone. Per riuscire a mangiare i migranti devono fare la fila per ore e spesso quello che viene loro servito è immangiabile. La maggior parte dei profughi, tra cui tante donne e bambini, sono accampati in rifugi di fortuna, piccole tende e capanne che hanno dovuto costruire con le proprie mani, denuncia il movimento nel suo appello al Consiglio federale. “Un’epidemia di Covid 19 in queste circostanze dove non si può rispettare le istruzioni per contenere il virus è una minaccia di catastrofe con molti morti”.

Per i lanciatori della petizione questa situazione disumana è “una conseguenza della politica europea per i rifugiati. La Svizzera”, aggiungono, “è cofirmataria dell’Accordo di Dublino e ne ha beneficiato per anni. In base a quest’accordo le persone possono chiedere asilo solo nel Paese in cui arrivano per la prima volta, ad esempio (in questo caso) la Grecia. Tuttavia ogni Stato di Dublino può rispondere alle domande di asilo di propria iniziativa e la Svizzera deve ora cogliere quest’opportunità.”

“La Svizzera deve agire ora”

“Evacuare ora” ricorda infine, e i dati annunciati ieri dallo Stato maggiore ticinese dell’immigrazione sull’occupazione del centro di riammissione di Rancate lo dimostrano chiaramente, che “il numero di domande d’asilo in Svizzera è ai minimi storici. Il nostro Stato” sottolinea il movimento nel suo appello al Consiglio federale, “ha i mezzi finanziari, le capacità spaziali e le risorse umane per accogliere molti rifugiati e prendersene cura. L’esperienza passata ha dimostrato”, aggiunge, “che il sostegno finanziario fornito alla Grecia ha avuto scarso effetto nel migliorare la situazione dei rifugiati e l’unica cosa rimasta è l’evacuazione. Le evacuazioni sono possibili, e ciò che vale per le persone con passaporto svizzero lo deve essere anche per i più vulnerabili, questo è quanto dice il preambolo della nostro costituzione.”

L’appello si conclude in questi termini: “Alcuni Stati europei hanno già accettato di accogliere i rifugiati da Lesbo. Chiediamo al Consiglio federale e al Parlamento federale di unirsi a noi con un segnale chiaro e coraggioso. La Convenzione di Ginevra sui rifugiati e i diritti umani per tutti rimane valida anche ora (…), la Svizzera è orgogliosa della sua tradizione umanitaria e questa tradizione vive solo se si rinnova in tempi di crisi … ci sono momenti in cui bisogna agire.

Tra ieri ed oggi abbiamo provato ad ottenere una reazione da parte dell’Ufficio federale della Migrazione a Berna. Ma per via delle nuove disposizioni messe in atte dall’inizio del Covid 19, alle nostre chiamate rispondevano soltanto messaggi registrati.

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