Quadri, stai con noi per una volta

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Merlani è sollevato, lo si capiva dall’espressione che ieri in conferenza stampa, era più rilassata. Anche il suo discorso, sempre improntato a un cauto rigore, senza fronzoli né false speranze, è sembrato un fiore in procinto di sbocciare.

“Siamo dei campioni, siete dei campioni”. In quell’espressione genuina, si percepiva tutto il sollievo di un uomo che ha dovuto gestire, in veste di medico cantonale, la peggior emergenza sanitaria del dopoguerra. Un mese a non dormire la notte, a domandarsi se quello che faceva era giusto o sbagliato, un mese di pressioni, sconforto e sconcerto, un mese a convincere i ticinesi ad essere ubbidienti, attenti a se stessi e agli altri.

Ora Merlani ci racconta che il picco è passato, la marea dei contagi sta calando, molti guardano a lui come il messaggero autorevole e serio di notizie veritiere, senza sbavature. Insomma, nel bene e nel male di Merlani ci si fida, perché come anche il nostro governo, quando ha dovuto prendere decisioni in controtendenza, se n’è preso la responsabilità.

Una responsabilità amara e pesante che pochi di noi, siamo onesti, avrebbero voluto.I Ticinesi possono essere felici di essere all’uscita di quest’ordalia i cui strascichi si sentiranno certo nei mesi a venire. Nel sollievo generale, nella ritrovata unità di paese, c’è sempre qualcuno che deve vedere il marcio, chi è incapace di gioire per un pericolo che se non terminato è perlomeno alle spalle.

“I toni trionfalistici sembrano assai fuori posto. Oltretutto con simili comunicazioni si aizza la gente, che già non ne può più di stare in casa, ad uscire a zonzo – il sole splende, le temperature sono miti – impipandosene delle prescrizioni di sicurezza (tanto “ce l’abbiamo fatta”).
Poi: da un lato si dice “ce l’abbiamo fatta” dall’altro si ribadisce che “non si possono riaprire le attività”. E agli over 65 rimane vietato fare la spesa.
Nessuno pretende una comunicazione da master universitario, specialmente in queste circostanze. Ma almeno evitare di dire tutto ed il contrario di tutto si potrebbe.”

Ci si domanda quale male abbia subito Lorenzo Quadri, che in seguito alla conferenza stampa di ieri scrive il solito e scontato post rancoroso, e soprattutto ci si chiede quale sia il suo senso dello Stato. Quadri appare come quei vecchi biliosi, traditi e feriti dalla vita, quelli per cui non va mai bene nulla e che vedono ogni gesto di distensione come un tentativo di truffa. L’incapacità del Consigliere nazionale di gioire anche lui di una buona notizia che riguarda tutti noi è emblematica.

In un momento dove tutti dovremmo stringerci in un ideale abbraccio, quando abbiamo scoperto il valore della famiglia e della collettività, in un istante in cui tutte le dispute dovrebbero essere relegate in cantina, Quadri deve stendere, coscienzioso indefesso, le sue pennellate di veleno.

Peccato. Un’opportunità mancata per Quadri di dimostrare che può essere qualcosa di diverso dal bilioso e astioso direttore di un giornale che ormai ha fatto il suo tempo.

Per dimostrare che anche lui a volte, può stare con il “governicchio”.

E con noi.

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