TiResidenti, il coronavirus e i finti bambini morti

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Diffondere notizie false per supportare una propria idea è un comportamento vergognoso, come lo è sfruttare i bambini per lo stesso scopo. Se poi le due cose vengono unite, ovvero si inventano false notizie con al centro dei bambini, raggiungiamo probabilmente l’apoteosi del disgusto.  Soprattutto se ciò viene fatto per uno scopo meramente politico, mascherato da un presunto interesse di salute pubblica. 

Veniamo ai fatti. Il portale TIRESIDENTI pubblica ieri una notizia shock: stando alla testimonianza riportata dalla Novello citando “una cara amica dal Veneto che con coraggio ed abnegazione, lavora nei reparti Covid-19”, nella suddetta regione sarebbe morto un bambino di 10 anni “in situazioni estreme davanti agli occhi della mamma che per pietà avevano chiamato.” Segue quindi, sulla scia dell’emotività della notizia, l’insinuare il dubbio che il virus, al contrario di quanto appurato dalle evidenze scientifiche, colpisca anche i più giovani, e, e qui si svela il fine di un articolo del genere, l’appello a non riaprire le scuole in Ticino. Ricordiamo che il portale è emanazione dell’omonimo gruppo Facebook amministrato, come dichiarato nella descrizione, dall’ex UDC Stefano Introzzi, già candidato alle elezioni cantonali per il partito democentrista (leggi qui) e da Cristina Novello, gruppo sedicente apartitico ma in realtà nettamente schierato a destra. Il pezzo è stato poi condiviso dallo stesso Introzzi sul gruppo Facebook “Italiani in Svizzera”, altro ricettacolo di ogni tipo di fake news e post destroide e populista. Straziante, diremmo tutti, se non fosse che la storia fa acqua da tutte le parti, in poche parole, al 99% è FALSA. Vediamo perché.

Innanzitutto, chi ha scritto l’articolo usa un trucchetto banale da copywriter: dà un certo titolo al pezzo nella pagina del sito, “COVID-19: qualcosa che spacca il cuore in mille pezzi e che ci deve obbligare a riflettere…..”, ma aggiunge un titolo diverso visibile solo nelle condivisioni del suddetto e in cima al browser: “COVID-19: un altro bimbo muore, riflettiamoci e non riapriamo le scuole”.

Il titolo dell’articolo sul sito
Il titolo dell’articolo nelle condivisioni social

Questo, ovviamente, allo scopo di massimizzare i click puntando sul titolone ad effetto di cui poi nell’articolo non c’è traccia, e di cose di cui non c’è traccia ce ne sono tante.

Innanzitutto, si parla di “un altro bimbo”, come se ne fossero morti già parecchi altri: in realtà, stando ai dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità italiano, al 24 aprile, ovvero fino al giorno prima, non è registrato NESSUN decesso nella fascia dai 10 ai 19 anni, e sono 2 invece i casi di età inferiore, come da tabella allegata, una letalità dello 0,7%, in un caso, una bambina di 5 anni in Trentino, erano già presenti altre gravissime patologie, come riporta il Gazzettino in questo articolo.

Inoltre, al medesimo Istituto Superiore di Sanità, raggiunto da me telefonicamente, non risulta alcun decesso neanche nei giorni successivi, ovvero fino a ieri 26 aprile (l’articolo è del 25) di bambini in quella fascia di età. Né, infine, vi è traccia di tale decesso sulle cronache locali, e altre nostre fonti in ambito sanitario veneto non ne sono affatto al corrente, nè tanto meno nell’articolo è indicato in quale provincia e/o struttura sanitaria sarebbe avvenuto tale decesso. In Veneto, infine, se servisse un’ulteriore conferma, stando anche all’infografica seguente, alla data del 26 Aprile risultano solo 2 deceduti nella fascia di età fra 0 e 45 anni: si tratta, come riporta il Corriere della Sera, edizione di Treviso (leggi qui), di un’operatrice sanitaria trevigiana di 44 anni, deceduta 2 giorni fa, e di una 34enne di Teolo, nel Padovano, già sofferente di patologie pregresse. Insomma, nessun bambino di 10 anni, né di età inferiore, né in Veneto. (infografica completa a questo link)

Si tratta dunque, quasi con certezza e soprattutto dati alla mano, di una notizia assolutamente falsa, creata ad arte utilizzando i bambini come leva emotiva per sostenere, con un salto logico decisamente discutibile, che le scuole non vadano riaperte. Ora, della riapertura o meno delle scuole è lecito e legittimo discutere, si tratta di un argomento sensibile che, logicamente, non riscuote un consenso unanime. Ma diffondere notizie false in modo consapevole, per di più mettendo in mezzo i bambini per solleticare la pancia delle persone è semplicemente vergognoso. Chicca finale, l’accenno alla morte del bambino davanti agli occhi della madre chiamata “per pietà” dai sanitari, cosa che è ovviamente esclusa da ogni protocollo sanitario, e che se fosse anche vera, sarebbe, come commentano le nostre fonti sanitarie “una cosa da folli”. A riprova di quanto tali squallidi mezzi facciano presa, il pezzo in questione ha raccolto quasi 5000 visualizzazioni e quasi 1300 fra Like e condivisioni social.

Non bastavano, dunque, le fake news sul virus creato in laboratorio, sul 5G o altro: adesso, per tirare acqua politicamente al proprio mulino, si vanno anche a inventare notizie false su bambini morti: e che sia una questione politica è fuori di dubbio considerando l’estrazione politica degli admin di TiResidenti. Non è probabilmente necessario commentare oltre, i fatti sopra esposti parlano molto chiaro: resta solo lo squallore e il disgusto per l’utilizzo a scopo strumentale delle paure della gente riguardo il coronavirus, l’uso delle fake news sulla salute per attaccare l’avversario politico a colpi di click facili. Un vizio che, evidentemente, alla Destra nostrana non passa facilmente. 

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