Tutti gli assegni del Presidente

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Assegni a scrocco, per sostenere l’economia ai tempi del coronavirus.
Ci metterà la firma, ma mica il denaro.
I soldi sono degli altri. Cioè dei contribuenti americani.
Questa ancora gli mancava. Va ad aggiungersi al suo caleidoscopio di espedienti finanziari: assegni a vuoto, assegni per mettere a tacere una pornostar, assegni per salvare i conti di un casinò diventato un casino.
Ma assegni a sbafo è la prima volta.
Persino per un palazzinaro dal passato torbido, catapultato da un grattacielo a una Casa. Bianca.
L’ego resta smisurato, ma cambiano le misure.
Dalle gigantesche MAIUSCOLE dorate come insegne dei suoi hotel, alle minuscole rimpicciolite col suo nome.
Saranno stampate su un pezzo di carta che qui cambierà la vita a 70 milioni di famiglie.
È un contributo pubblico, appiglio indispensabile per non precipitare nel baratro dell’indigenza. Fino a 3.400 dollari per chi ha figli.
Approvato dal Congresso, democratici compresi.
Firmato dal presidente, che ora si appropria del merito.
E sfrutta maldestramente la sofferenza di milioni di famiglie, afflitte dal virus e dalla disoccupazione.
Questo è un presidente che ha tirato rotoli di carta igienica ai superstiti dell’uragano a Porto Rico.
Ha firmato copie della bibbia per i sopravvissuti di un tornado in Alabama.
Ha inaugurato il suo mandato mistificando persino la folla alla sua inaugurazione.
Non è solo l’auto-celebrazione di un sé consumato dall’egotismo.
Chissenefrega del culto della personalità.
Qui c’è un perverso accanimento sul dolore di un intero popolo.
L’agente patogeno s’è insinuato dentro lo sharpie, l’immancabile pennarello, piccolo mostro tascabile che vorrebbe vomitare inchiostro sugli assegni. Destinati ai licenziati e a chi attende di tornare al lavoro ma non ha un reddito.
La legge però lo vieta. La firma sarà di un funzionario dell’Agenzia delle entrate americana.
Come un contrappasso vigliacco per chi ha manie di grandezza, il suo nome comparirà piccolo, sotto una riga. Ma entrerà nelle case degli americani.
Persino le linee-guide contro il coronavirus si chiamano “del presidente”.
Non degli esperti. Ma di lui. Arrivate – pure quelle – per posta.
L’assegno a scrocco diventerà l’ennesimo slogan elettorale.
Il prezzo della salvezza.
C’è da scommetterci, il presidente-candidato lo rivendicherà in modi goffamente bifolchi al primo comizio post-Covid.
Ma il trucco ormai è scoperto. Come l’assegno.
Ecco, questo pure mancava.

Emiliano Bos

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