Alla corte di John Peel

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Per quasi quarant’anni è stato il Virgilio del rock, del pop e di tutti quei generi ibridi che nel corso degli ultimi decenni si sono affacciati alla ribalta della musicale non solo anglosassone. Facendo scorrere la lista di coloro che si sono esibiti alla sua corte c’è da rimanere letteralmente senza fiato. Era il 1939 quando, il 30 agosto, nei paraggi di Liverpool nasce John Peel. John chi? Si starà chiedendo la maggior parte di voi.

Dj per il primo canale della BBC, John Peel è universalmente considerato come il dj britannico più influente mai esistito che grazie alle sue sessions, alle sue sessioni di registrazione dal vivo, è diventato una vera leggenda. I musicisti invitati a esibirsi nel suo programma eseguendo quattro brani live erano scelti da Peel e dal suo produttore John Walters. Suoi ospiti in più di un’occasione gente come i Pink Floyd, Led Zeppelin e Deep Purple. Ma anche Jimi Hendrix, Nick Drake, David Bowie, Roxy Music, Queen, T-Rex, Nico, Bob Marley, Police e moltissimi altri.

John è stato il primo a sdoganare in radio i dischi di rock progressivo e psichedelico. Nel corso degli anni diede spazio a moltissimi musicisti e così tante band andando a comporre un ragguardevole numero di registrazioni dal vivo note come “Peel Sessions” molte delle quali sono state in seguito anche pubblicate come EP dalla casa discografica Strange Fruit Records dello stesso Peel. E nel corso degli anni sono state registrate più di 4.000 sessioni di oltre 2.000 artisti.

Joy Division, The Smiths, The Cure, ma anche Nirvana, Sonic Youth, Soundgarden, Mogwai, Jack White e band assolutamente sconosciute come gli UZEDA, cinque ragazzi catanesi che nell’autunno del 1994 ricevono l’invito a suonare negli studi radiofonici di Londra. Il gruppo è l’unica band italiana, insieme alla Premiata Forneria Marconi, ad aver mai preso parte alla trasmissione e l’unica italiana in assoluto a vedere pubblicate le proprie Peel Sessions. Sono circa un migliaio le registrazioni che si possono ritrovare su YouTube, raccolte di recente in ordine alfabetico (le trovi qui) dal blogger Dave Strickson.

Il 26 ottobre del 2004, all’indomani della sua morte per infarto avvenuta durante una vacanza in Perù, per ricordarlo la BBC cancellò l’intero palinsesto della giornata per dare spazio a un lungo tributo al suo preziosissimo lavoro e il terzo canale della tivù di stato aggiunse sotto al suo logo la scritta “Dedicated to John Peel”. Al suo funerale, c’erano più di mille persone, incluse molte delle celebrità che aveva ospitato nel corso degli anni. Sulla sua lapide è inciso un verso di una canzone degli Undertones dal titolo “Teenage Kicks” che dice “Teenage dreams, so hard to beat“. I sogni di gioventù, così difficili da sconfiggere.

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