Azzeriamo il debito?

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Non c’è solo Papa Francesco ad aver chiesto a più riprese al Fondo Monetario Internazionale e alla Banca Mondiale, ma soprattutto ai governi dei Paesi più sviluppati, di dare un po’ di ossigeno ai Paesi poveri del Pianeta, azzerando il loro debito estero. Un cappio che si è fatto ancor più stretto in questi mesi di crisi causata dall’emergenza sanitaria da coronavirus.

C’è, per esempio, Emmanuel Macron. Pure lui ha ribadito che: “Dobbiamo aiutare i nostri vicini d’Africa sul piano economico cancellando in modo massiccio i loro debiti”. Salvo poi ammorbidirsi e correggere il tiro parlando di una moratoria. Fatto sta che secondo i dati della FAO, nel mondo ci sono ben 820 milioni di cosiddetti grandi poveri dei quali quasi 200 milioni sono bambini. Quasi un miliardo di persone che ogni giorno tira a campare con meno di 2 dollari.

Ora, come se non bastasse, il coronavirus sta avendo un impatto drammatico su tutta l’economia mondiale. Ma l’impatto della crisi non sarà uguale per tutti. Le ragioni sono diverse. Un sistema sanitario non all’altezza dell’emergenza, misure di confinamento sociale approssimative o impraticabili, ma soprattutto c’è il debito. Tra i Paesi poveri, quelli su cui quest’ultimo incombe come un macigno, hanno tassi di mortalità infantile, di malattia, di analfabetismo e di malnutrizione molto più alti rispetto a quelli di altri paesi in via di sviluppo.

Alcuni tra i Paesi più indebitati dell’Africa pagano interessi sul debito superiori ai soldi che servirebbero per progetti necessari a combattere la malnutrizione, le malattie endemiche, l’analfabetismo e la mortalità infantile. Ecco perché avrebbe eticamente più senso che i governi investissero questo denaro in sviluppo umano piuttosto che nel pagamento dei soli interessi dei loro crediti. Si stima che milioni di bambini potrebbero vivere oltre il quinto anno di età evitando anche che molti di loro finiscano per morire di malnutrizione o malattia.

Ma per ora le regole del gioco sono altre. Con in paesi poveri al guinzaglio di quelli più ricchi. E tra questi c’è la Cina che possiede il debito di molti Paesi del mondo a partire da quello statunitense. Se le cose non dovessero cambiare, la Cina obbligherà davvero parecchi Paesi poveri a scegliere fra il rimborso degli interessi sul debito o l’importazione di generi alimentari di prima necessità o medicinali. Ecco perché qualcosa deve cambiare, è urgente che cambi perché se il gioco è truccato non ci sono regole che tengano. Soprattutto se il loro rispetto non fa che rendere il mondo un luogo pure peggiore di quello che già è.