Birra e sai cosa bevi

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Secondo uno studio scientifico la birra aumenterebbe la creatività delle persone. Sembrerebbe infatti che un moderato consumo di alcool migliori le capacità del pensiero creativo. Certo si tratta di una di quelle affermazioni da prendere con le molle ma apprendere la notizia della collaborazione tra due birrerie americane per realizzare e produrre (e addirittura vendere) una birra che ha il pollo fritto tra gli ingredienti è un’idea insolita e decisamente creativa. Di chi a un’idea del genere non può che essere giunto dopo averne bevuta parecchia, di birra.

Pare che, nonostante la presenza di pollo, la bionda bevanda non sappia affatto di pollame, ci spiega uno dei suoi produttori. Verrebbe da chiedersi allora il senso dell’aggiunta di questo ingrediente, ma poi basta fare una ricerca e si trovano in commercio altri tipi di birre uniche nel loro genere. Come quella alla polvere dei meteoriti lunari o quella fatta con gli scarti di maiale. O di quella fatta con lo spray urticante di cui ne sono invece state prodotte solamente 200 bottiglie. E forse chiedersi il perché risulta superfluo.

O che dire della notizia di un gruppo di bevitori di una piccola cittadina della Nuova Zelanda che, per aggirare il divieto di consumare alcolici in luoghi pubblici in vigore ogni anno dal 23 dicembre al 6 gennaio, sfruttando la bassa marea hanno costruito una piccola isola di fango. Questo isolotto, abbastanza grande da farci stare una panchina e diverse persone, ha permesso ai festaioli di brindare in pubblico evitando di infrangere la legge del luogo e schivando l’arresto e addirittura di guadagnarsi anche l’apprezzamento delle forze dell’ordine locali. Il comandante della zona l’ha ritenuto un pensiero talmente creativo tanto che se lo avesse saputo, spiega in una dichiarazione, si sarebbe unito a loro.

Sempre in Oceania, per la precisione a Sydney, durante una conferenza di degustazione di vini, un distillatore ha avuto un’idea portando il concetto di riciclo a un altro livello. Come da tradizione, durante la degustazione del vino, la maggior parte di esso viene sputato consentendo così agli assaggiatori di poter provare molti vini evitando il rischio di ubriacarsi.

Peter Bingell che odia gli sprechi, quel secchio con tutto lo scarto del vino e gli sputi in esso raccolti ha pensato bene, con l’accordo degli organizzatori, di portarselo a casa per distillarlo. Pare che il problema di funghi e germi non sussista perché il calore del processo di distillazione, alla fine ne ha eliminato la maggior parte creando così una bevanda alcolica che dovrebbe essere abbastanza innocua e che contiene la saliva di perfetti sconosciuti. Qui però la vera creatività sta forse nel riuscire a berla più che a produrla.

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