Campione d’Italia: cornuti e mazziati

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Già messa in ginocchio dalla chiusura della sua unica fonte di sostentamento, il Casinò municipale, fallito nel luglio 2018, soffocata poi dall’entrata nello spazio doganale dell’UE, l’enclave di Campione d’Italia deve fare anche i conti con le restrizioni imposte dalla pandemia del Coronavirus. Ne abbiamo parlato con il Commissario prefettizio Giorgio Zanzi che rimarrà in funzione fino alle elezioni municipali posticipate al prossimo autunno.

Elezioni municipali posticipate all’autunno

Nominato per reggere le sorti del municipio dopo le dimissioni del sindaco, il Commissario straordinario Zanzi avrebbe dovuto lasciare il suo incarico questa primavera se non fosse scoppiata la pandemia da Coronavirus: “Ovviamente” ci dice, “le elezioni municipali sono state riportate e fissate all’autunno, tra il 15 settembre e il 15 dicembre a seconda dell’andamento della situazione. Io me ne andrò quando sarà stato eletto un sindaco.”

Abbiamo chiesto a Giorgio Zanzi come i campionesi, già bastonati dalla traumatica chiusura della storica casa da gioco nel luglio 2018 e quindi dall’entrata dell’enclave nello spazio doganale dell’UE, vivono i tempi del Covid 19. “Il territorio di Campione è soggetto alla normativa italiana allo stesso titolo della Lombardia di cui fa parte e quindi le regole in vigore sono diverse da quelle del Ticino nel quale è conglobato e ciò che non rende le cose facili” spiega il commissario prefettizio “inoltre bisogna tener conto che ormai nel paese non ci sono praticamente più negozi, salvo qualche parrucchiere o boutique, rimangono soltanto alcuni bar e quindi gli abitanti per potere fare la spesa devono avere la possibilità di uscire senza troppe limitazioni.”

“Un’assurda inclusione nell’Unione Europea”

La mobilità dei campionesi all’interno del Ticino è quindi consentita “nel rispetto delle regole in vigore durante l’emergenza dovuta al Covid 19” e viceversa. Gli abitanti dell’enclave possono anche recarsi in Italia a fare le loro compere: “nel comune più vicino” precisa il Commissario Zanzi. “E menomale” esclama da canto suo il campionese Paolo Bortoluzzi, ex dipendente del Casinò e sindacalista, “per noi è una pura necessità constatato che la spesa in Svizzera ha costi insostenibili per chi sopravvive con gli ammortizzatori sociali italiani che ci saranno pagati fino ad ottobre senza che ci sia data nessuna certezza su un’eventuale riapertura del Casinò, sul funzionamento del comune, sull’effettiva immatricolazione dei nostri veicoli in Italia e tutte le altre problematiche portate dall’assurda inclusione nell’Unione Europea!”

Anche Giorgio Zanzi non esita a parlare di “disagi” dovuti a questo cambio di statuto doganale “che nessuno ha voluto e di cui nessuno oggi osa rivendicare la paternità”. Le difficoltà quotidiane, ci dice, consistono soprattutto nei rapporti economici e commerciali tra Campione e il resto della Svizzera e ci illustra l’esempio dello smaltimento dei rifiuti: “ogni intervento di una ditta ticinese nell’enclave” spiega, “è sottoposto a pratiche doganali che coinvolgono la Lombardia, il Ticino e Berna in una spirale di complicazioni senza fine.” Poi nella vita quotidiana degli abitanti di Campione si prospetta di qua entro la fine del 2020 – “se non otteniamo una deroga” sospira Zanzi – la conversione delle patenti di guida svizzere in patenti italiane e il cambio di immatricolazione della auto svizzere in auto italiane per citare soltanto i cambiamenti più gravosi. “Sono complicazioni pazzesche che non piacciono a nessuno, ma ormai non si può più tornare indietro” aggiunge il Commissario straordinario.

Campione risparmiata dal virus

Intanto l’emergenza Coronavirus ha accantonato il discorso dell’eventuale riapertura della casa da gioco anche se “il governo italiano sta esaminando la possibilità di rilancio e qualche spiraglio ci sarebbe” ci dice Giorgio Zanzi. Ma bisognerà aspettare la fine dell’emergenza Covid 19 che permetterà ai campionesi di tornare alle urne e decidere il futuro politico della loro enclave per sapere se si tingerà veramente di rosa.

“Intanto” conclude Giorgio Zanzi, “per fortuna il virus ha risparmiato Campione, non abbiamo avuto né contagi né vittime”.

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