Dio è morto o ha trovato la bussola?

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Visto come stanno andando ultimamente le cose, io direi che abbia senso confrontarsi con una serie che ha deciso di adattare e portare sul piccolo schermo nientemeno che un libro sulla morte di Dio. Proprio così. La serie “His dark materials” è un adattamento dell’omonima trilogia letteraria di Phillip Pullman. E,
ammettiamolo, riuscire in questo tipo di esercizio non è affatto facile perché i fedeli lettori della trilogia
letteraria in pratica non saranno mai soddisfatti della trasposizione video di un libro a loro caro.


Un serie questa che deve anche confrontarsi con lo scarso successo del film “La bussola d’oro”, adattamento cinematografico del primo libro della trilogia. Ma andiamo con ordine In un mondo incredibilmente complesso e dettagliato, parallelo al nostro ma con alcune precise differenze, seguiremo la storia di Lyra Belacqua (Dafne Keen, già X-23 nel capitolo conclusivo della saga di Wolverine), una bambina affidata da Lord Asriel (James McAvoy, già in Split, X-men, Glass) alle cure del Jordan College durante la Grande Alluvione.


A controllare il pianeta è un’organizzazione detta Magisterium, una tirannica e potente teocrazia. L’influenza oscurantista di questo governo si traduce in un mondo ottocentesco, in cui ancora si viaggia con gli Zeppellin e ci si veste con abiti in stile edoardiano. Tra le principali differenze che intercorrono tra il nostro mondo e quello della serie ci sono i daimon, una manifestazione fisica dell’anima che assume la forma di un animale. Il daimon rispecchia la personalità dell’individuo e rappresenta una guida spirituale per la persona a cui è connesso. Il
legame tra essere umano e daimon è davvero profondo e la morte di uno implica il decesso dell’altro.


La serie e l’opera da cui è tratta invitano a interrogarsi sul nesso tra anima e corpo, sul bisogno della spiritualità, sulla religione, e affrontano argomenti come la crescita personale, il viaggio di formazione, il libero arbitrio e la ricerca della verità. Ma nonostante le tematiche importanti che tocca, la storia si lascia seguire con facilità e non risulta mai troppo impegnativa, confermandosi alla fine dei conti come un’opera adatta a tutta la famiglia.
Fin dai primi episodi, lo spettatore verrà catturato e incuriosito dalle numerose sottotrame che, oltre a
ricollegarsi man mano che la serie avanza, hanno lo scopo non secondario di presentare e dare vita ai numerosi e colorati personaggi presenti. La serie riesce quindi nell’ambizioso obiettivo di creare un universo tangibile e vivo, cosa non sempre facile da ottenere pensando alle trasposizioni fantasy del piccolo schermo.


Tralasciando il fatto che per puri limiti temporali la storia a volte sembra scorrere un po’ troppo velocemente, “His dark materials” è una fiaba affascinante e capace di catturare e restituire allo spettatore la magia letteraria dei grandi classici. Per quanto mi riguarda, per prodezza visiva, cast e narrazione, la serie si colloca comodamente sul podio di quanto è stato prodotto in quest’ultimo anno.