E lavatevele ste mani!

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So che c’è la giornata mondiale dellaTerra, dell’amore lesbico, del ranuncolo e del panino imbottito con la maionese. L’anno sembra ormai avere tremilamillanta giorni invece dei canonici 365.

È vero che alcune giornate sono più importanti di altre, ma alcune lasciano davvero perplessi, e si perdono inevitabilmente nel marasma. Non sapevo per esempio che esistesse la giornata mondiale del lavaggio delle mani. Giuro. Probabilmente esiste anche quella del bidet, starò attento per beccarla quando qualcuno la tira fuori anche per tirarmela e non fare la figura dello sporcaccione.

Ovvio che adesso tutti sono attenti. In questo clima pandemico, il lavaggio delle mani che sembrava un’azione così prosaica, assurge a importanza strategica per sconfiggere la malattia.

La giornata, patrocinata dall’OMS (ma si, quelli cattivi d’accordo con Bill Gates, quelli che vogliono venderci i vaccini…) punta su un gesto semplice che però in molti casi può salvare delle vite.

Lavarsi le mani col sapone, che oggi sembra una cosa ovvia, non lo era nell’800, quando Ignaz Semmelweis, medico austriaco, con una scoperta che a molti oggi sembra ridicola, salvò la vita a migliaia di persone. Semmelweis lavorava in un ospedale ostetrico a Vienna, al tempo della sua scoperta il 40% delle partorienti, una percentuale spaventosa, moriva di quella che allora chiamavano febbre puerperale. In realtà era semplice infezione, perché i medici toccavano altri pazienti, operavano o addirittura praticavano autopsie senza lavarsi le mani e poi visitavano le partorienti, passando loro tutti i germi possibili e immaginabili.

Introducendo un disinfettante a base di cloro per lavarsi le mani, su consiglio di Semmelweis, il tasso di mortalità diminuì del 90%. Il povero Semmelweis, ritenuto un cialtrone dai colleghi nonostante i risultati, fu allontanato dalla clinica, “nemo profeta in patria” come si suol dire. Morì nel 1865 poco tempo prima che Pasteur fondasse quella che noi conosciamo oggi come la batteriologia, ovvero lo studio dei batteri.

A Pasteur dobbiamo tra l’altro l’invenzione della pastorizzazione (fra tante altre), che con cotture a bassa temperatura elimina i germi dalle derrate alimentari, ma questa è un’altra storia. Oggi col Covid, lavarsi bene le mani non è più un optional ma una cosa seria, spero che tutti voi siate in chiaro su come strofinarle, lisciarle, insaponarle e sciacquarle, non salverete delle puerpere ma magari non vi pigliate il virus o non lo attaccate a qualcun altro.

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