Gianni Rodari, il favoloso

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Il 14 aprile di quarant’anni fa anni moriva un maestro delle elementare che era stato anche un giovane partigiano, un giornalista e un autore di libri per ragazzi. Un maestro di fantasia, un inventore di favole, un giocoliere, un innamorato pazzo della lingua italiana e tanto altro. Di lui ricorrono quest’anno anche i cent’anni dalla nascita.

Sì, è Gianni Rodari (l’avrete già intuito dal titolo, lo so). Nato a Omegna, sul Lago Maggiore, a una manciata di chilometri dalla frontiera con la Svizzera italiana. Gianni Rodari, noto soprattutto per i suoi libri e non solo in Italia e zone limitrofe. È infatti il sesto autore italiano più tradotto al mondo. In buona compagnia con Dante, Calvino, Eco e Moravia. Un autore che ha rivoluzionato la letteratura per l’infanzia.

In un’autopresentazione per i bambini di una scuola una volta scrisse: “Sono nato a Omegna, sul lago d’Orta in provincia di Novara, nel 1920. Ho cominciato, per caso, a scrivere per i bambini tra il 1948 e il 1950, sul quotidiano su cui lavoravo, perché si voleva fare una pagina per le famiglie, la domenica, e a me vennero in testa delle storielline divertenti. Ora scrivo per i bambini perché mi sono appassionato a questo lavoro; perché mi vengono in testa sempre nuove storie; perché spero di riuscire a far ridere qualcuno e anche aiutarlo a capire il mondo; perché me lo chiedono. Quando scrivo le mie storie? Dopo averle pensate e fantasticate tanto tempo, con pazienza, anche dopo anni…”.

Eppure i suoi libri sanno ancora oggi parlare anche a noi adulti. Penso in particolare a un libro che mi è capitato di rileggere ancora recentemente. Un libro che amo molto. Un libricino divertito e divertente. “C’era due volte il barone Lamberto”, ovvero i misteri dell’isola di San Giulio sul Lago d’Orta in cui un nobile ringiovanisce man mano che il suo nome viene pronunciato dagli altri. Un racconto breve, delicato e pieni di cose intelligenti.

Gianni non ha mai smesso di essere curioso come lo sono i bambini. Lo ha fatto con l’esercizio continuo della fantasia e dell’immaginazione, giocando con quel che cosa succederebbe se indispensabile motore per catturare l’attenzione di grandi e piccini.

Quando nel 1970 si aggiudicò, unico vincitore italiano, il prestigioso premio Hans Christian Andersen, una sorta di Nobel della letteratura per l’infanzia, rimase etichettato come autore di libri per bambini” racconta Pino Boero, professore di Letteratura per l’infanzia all’università di Genova e vicepresidente del Parco Rodari di Omegna, il cui museo aprirà prossimamente.

Eppure Gianni Rodari seppe affermare la propria originalità in un’Italia segnata dalle battaglie ideologie, ancorata a una letteratura per ragazzi all’epoca abbandonata un po’ a se stessa. Fu questa la sua grandezza. Ed è così che, accarezzando le emozioni, videro la luce “Favole al telefono” e “Grammatica della fantasia”, due pietre miliari nell’uso rivoluzionario della lingua e – perché no – anche del nonsense.

Sul sito www.100giannirodari.com ogni giorno è possibile trovare un nuovo contenuto per scoprire chi era: dalle filastrocche ai quiz, dalle recensioni agli articoli giornalistici.

Fu anche autore di canzoni meravigliose, come nel caso di quelle scritte per Sergio Endrigo, per l’album “Ci vuole un fiore” musicato da Luis Bacalov. Qui di seguito nell’interpretazione del cantautore Marco Belcastro insieme a un ospite speciale.

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