Ho visto il virus

Di

Ho visto immagini in tv di pipistrelli morti, rinsecchiti, gli occhi come di vetro, ghigni sinistri, appoggiati sul bancone di un mercato cinese.

Ho visto le stesse immagini il giorno dopo.

Ho visto città cinesi vuote, spettrali.

Ho visto uno che rideva perché un altro portava la mascherina sul bus a Lugano.

Ho visto un anziano aggirarsi con aria di sfida al supermercato senza comperare nulla.

Ho visto un’anziana cercare di aprire il sacchetto per la verdura con i guanti di plastica, un’eternità.

Ho visto supermercati vietati agli anziani.

Ho visto uno che diceva agli anziani di andare in letargo.

Ho visto uno che diceva che era più probabile trovarsi accanto a Miss Universo al Rabadan piuttosto che prendere il coronavirus. L’ho visto poi, qualche settimana dopo, pallido e malato, dire che alla fine il coronavirus lo aveva preso anche lui.

Ho visto un giornalista pronunciare la parola “vergognoso” ad una conferenza stampa.

Ho visto conferenze stampa senza giornalisti.

Ho visto un padre che mai avevo visto prima, sotto casa mia, insegnare ad andare in bicicletta a suo figlio.

Ho visto poi il bambino sfrecciare in bici come un matto, felicità fatta bambino.

Ho visto un mucisicta che suonava la tromba in un bosco, col leggìo e tutto.

Ho visto sguardi strani in un supermercato vuoto senza musica di sottofondo e dove si aggiravano commessi con liste della spesa.

Ho visto un cane correre da solo per strada e pisciare ad ogni angolo.

Ho visto copertine di libri colti, a fiotti, su Facebook: Nietzsche, Sartre, e qualche Oriana Fallaci.

Ho visto panettieri improvvisati a cui mancava il lievito.

Ho visto esperimenti di lievito madre.

Ho visto negozietti chiusi con messaggi di speranza affissi fuori: torneremo migliori per servirvi ancora.

Ho visto una ex parlamentare, che tanto aveva sbraitato a sostegno dell’iniziativa contro la dissimulazone del volto, al supermercato, con la mascherina.

Ho visto la suddetta iniziativa diventare un vago ricordo un pò strano e surreale, quasi un sogno, una visione.

Ho visto il silenzio della paura nelle immagini di gente prona attaccata ai respiratori.

Ho visto un medico alla tv dire “non ce la fa più”, e lasciare andare qualcuno alla morte.

Ho visto una che aveva inventato un “abbracciatore” di plastica trasparente: infili le braccia come in una tuta e abbracci qualcuno.

Ho visto uno che vendeva un aggeggio che metti al collo per proteggerti dal virus.

Ho visto il bambino della bici abbracciare a lungo suo padre che tornava al lavoro.

Ho visto file ordinate di strani reduci fuori dal Do It per comprare le piantine per l’orto.

Ho visto una parrucchiera disinfettare diligentemente la sedia dove mi ero seduta.

Ho visto luci blu e rosse sulla facciata del Palazzo delle Orsoline, e la Foca sembrava al circo.

Ho visto mio papà tornare al bar per il bianchino, e che il Signore ce la mandi buona.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!