Lockdown 2020, l’originale

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La ticinese Goodfellas Moction Pictures ha avuto l’idea di documentare la chiusura dovuta al virus. Il 23 marzo ha cominciato a lavorare questo progetto, che all’inizio aveva coinvolto 6 registi indipendenti: Mirko Aretini, Cajetan Boy, Alessandro Fiorucci, Darwin Reina, Raffaello Sasson e Lorenzo Scalzo. La scelta dei registi è stata fatta, come scrive TIO:

“…è stata fatta seguendo il nostro percorso tra festival di cinema indipendente e i contatti accumulati negli anni. Possiamo definirlo un progetto in crescita, perché altri registi ne faranno parte. Quelli selezionati fino ad ora vengono da Italia, Kenya, Svezia e Svizzera. Seguiranno Stati Uniti, India, Cina, Inghilterra, poi magari anche altri. Chissà” (vedi articolo di TIO qui sotto)

https://www.tio.ch/people/curiosita/1433897/progetto-registi-lockdown-quarantena-martin

Un progetto (ora realizzato) che prevedeva la realizzazione di cortometraggi della durata massima di 8 minuti. Il progetto, dal nome “Lockdown 2020” è stato annunciato il 23 aprile. La cosa curiosa è che dopo meno di un mese, alla RSI, esce un progetto analogo, che coinvolge una dozzina di registi, chiamato “Lockdown collection”, il che ha creato non poca confusione. Jack Martin, della Goodfellas, si è rivolto così alla RSI. Sentendosi rispondere che è comunque pubblicità, quando in realtà la questione crea una confusione che disorienta chi segue questo tipo di manifestazioni. Leggiamo da un post pubblicato dalla stessa Goodfellas sulla sua pagina Facebook:

“ L’intento di questo post è di chiarire e rispondere alle varie domande ricevute in queste ultime settimane attorno al nostro progetto collettivo “LOCKDOWN ’20”. Un progetto che ha raggruppato lavori realizzati durante la quarantena da parte di diversi registi in Svizzera, Italia, Svezia e Africa.
Questo progetto, totalmente indipendente realizzato da noi della Goodfellas Motion Pictures, non è legato in nessun modo al progetto “Lockdown-Coronavirus by Swissfilmakers” portato avanti dalla SSR. Abbiamo vissuto a livello globale una pandemia che nessuno si aspettava, e la parola “Lockdown” è diventata presto la parola più usata durante questi mesi difficili. Lungi da noi da dichiarare qualsiasi paternità sulla singola parola ovviamente, o sul concetto stesso di progetto collettivo, visto che a livello globale è stato portato avanti da svariati registi e in varie forme. Siamo stati i primi, nel nostro piccolo territorio, ad uscire con informazioni (social e non) su di un progetto filmico collettivo legato alla quarantena. (…)”

La Goodfellas non entra in inutili polemiche, si chiede però, a ragione secondo noi, se non sarebbe stato possibile un agire più corretto e condivisivo da parte dell’ente radiotelevisivo nazionale:

“Ci avrebbe fatto piacere, vista l’uscita posteriore di diverse settimane di un progetto simile sia come concetto che come parole utilizzate in fase di promozione, ricevere almeno una telefonata da parte dello studio televisivo locale (TSI), responsabile della creazione della versione “ticinese” del progetto ideato dalla SSR.
Purtroppo questo non è accaduto e noi siamo costretti a prendere le distanze per proteggere il nostro progetto indipendente!”

Virus o non virus, che rende le cose ancora più complicate, e viste anche le difficoltà in cui si muove il cinema giovane e indipendente, sarebbe davvero importante se da parte della RSI ci fosse un po’ più di partecipazione. Visto che i tagli da parte di SSR impediscono di essere munifici in quanto a sovvenzioni, sarebbe interessante perlomeno dare visibilità (questa gratuita) a progetti che nascono sul nostro territorio.

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