Minneapolis brucia di dolore

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A molti il nome di Derek Chauvin non dirà molto. I più attenti lo identificheranno con il poliziotto quarantaquattrenne che a Minneapolis è stato responsabile dell’uccisione di George Floyd, l’afroamericano soffocato dopo che Chauvin gli aveva compresso il collo col ginocchio per diversi minuti.

Derek Chauvin aveva alle spalle 18 “contestazioni” per eccessivo uso della violenza e due lettere di rimprovero. Non sappiamo se sia la regola per la polizia statunitense, ma Chauvin già nel 2011 era stato sospeso per aver sparato a Leroy Martinez, un nativo americano dell’Alaska. Secondo la ricostruzione, Martinez stava scappando in un parco con una pistola in mano, Chauvin gli aveva intimato l’alt, poi gli aveva sparato ferendolo. A onor del vero in questi casi la sospensione è un atto d’ufficio amministrativo che viene sempre fatto nei casi di conflitto a fuoco. L’inchiesta appurò che l’uso della violenza era giustificato.

Tornando indietro nel tempo, veniamo a sapere che Chauvin era stato responsabile anche del ferimento grave di Ira Latrel Toles. Chiamata per una lite domestica, la polizia era arrivata in casa di Toles, che si era barricata nel bagno. Chauvin era entrato e nella colluttazione Toles era stata ferita con due colpi allo stomaco. Toles era nera. L’inchiesta appurò che l’uso della violenza era giustificato.

Nel 2006, Chauvin, con altri 6 agenti apre il fuoco contro Wayne Reyes, un sospetto di accoltellamento che minaccia gli agenti con un fucile a canne mozze. Vengono sparati 42 colpi in totale. Il sospetto ovviamente muore. Reyes è latinoamericano. L’inchiesta appurò che l’uso della violenza era giustificato.

L’avvocato di Derek Chauvin è Tom Kelly, lo stesso che nel 2016 difese l’ufficiale di polizia Jeronimo Yanez, in seguito all’uccisione di Filando Castilla. Castilla era stato fermato con moglie e figlia, in seguito a un’incomprensione verbale Yanez aveva freddato Castilla con 7 colpi. Yanez venne accusato di due reati: omicidio colposo di secondo grado e scarico pericoloso di arma da fuoco. In seguito all’episodio, Jeronimo Yanez venne licenziato. Il procuratore John Choi disse. “Direi che nessun ufficiale di polizia ragionevole, che avesse visto e sentito quello che era capitato a Yanez, avrebbe usato una forza letale in quelle circostanze” . Il tribunale mandò assolto Yanez. Filando Castilla era nero.

George Floyd era stato arrestato perché sospettato di aver pagato con una banconota falsa. Poteva essere colpevole oppure no, non ci è dato saperlo, ma morire soffocati per una cosa così stupida è terribile. I rantoli di Floyd e le sue disperate preghiere all’uomo che lo stava soffocando, difficilmente si potranno dimenticare.

Nel frattempo Derek Chauvin e i suoi colleghi sono stati licenziati dalla polizia e supponiamo che l’inchiesta penale che seguirà farà il suo corso, dato che Chauvin è stato arrestato ieri con l’accusa di omicidio colposo. Questa volta però difficilmente un gran giurì stabilirà che: “l’uso della forza era giustificato”. Il sindaco democratico di Minneapolis Jacob Frey, di origine ebrea-ucraina, ha condannato il fatto chiedendo immediatamente l’incriminazione degli agenti e il vice presidente del Consiglio comunale cittadino, Andrea Jenkins (la prima transgender statunitense afroamericana eletta ad una carica pubblica), ha ammesso che alla base della morte di Floyd c’è una discriminante razzista. Jenkins, all’incontro con la stampa, ha cantato “Amazing Grace” in onore di Floyd (guarda il video)

C’è una terribile malattia degli USA, una malattia molto più letale, perlomeno nel tempo rispetto al covid 19, ed è il razzismo. Lo è però anche la povertà, perché un nero è automaticamente un povero e di conseguenza un criminale, questo è il vero stigma che si portano dietro gli afroamericani, oggi in buona compagnia dei latini. Un dramma che non è solo statunitense, gran parte dell’America Latina soffre di violenza e razzismo.

Oggi George Floyd va ad allungare la lunga lista dei morti innocenti, perché al saldo delle opinioni, l’agghiacciante video del suo decesso non lascia spazio minimo ai dubbi. Oggi Minneapolis* brucia in seguito alle rivolte capeggiate dagli afroamericani ma seguite anche da altre minoranze. Gli USA dimostrano sempre più, sotto la cappa di questo virus, la loro incredibile fragilità, dovuta anche alla assurda e folle leadership di un presidente che è totalmente incapace di mediare e di trovare soluzioni.

*Minneapolis è una città del Minnesota, capoluogo della contea di Hannepin, si adagia sule rive del Mississipi poco dopo la confluenza col Minnesota. Con Saint Paul, capitale dello Stato, forma le Twin Cities, che compongono la sedicesima area urbana degli USA, con 3 milioni e mezzo di abitanti. Ex territorio dei Sioux Dakota, è famosa per i numerosi laghi, cascate e vie d’acqua.

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