Norman Gobbi presidente

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D’altronde lo sapevate, anche se facevate finta di no. Avevate rimosso dalle vostre pigre menti che la carica presidenziale in Consiglio di Stato è a rotazione. Oggi a me e domani a te. Ieri Vitta e oggi…Gobbi.

Abbiamo guardato per aria, felici che l’epidemia di Covid-19 avrebbe rimandato l’insediamento di Norman. L’ex paffuto e ora smilzo Consigliere di Stato leghista, quello che si prende a padellate con l’Italia, è da ieri il nuovo rappresentante dello Stato ticinese verso la Confederazione e l’estero.

I vari Trump, Pompeo, Conte, Macron e Sommaruga, dovranno confrontarsi con lui (sempre che ci considerino degni di nota). La speranza è che Norman, con un corso accelerato, acquisisca quelle doti di diplomazia che non sono, per usare un eufemismo, il suo forte.

Ricordiamo perciò alcune gaffes (perché noi come gli elefanti abbiamo memoria lunga), prevalentemente anti-italiane, un sentimento che Norman, da buon gretto vallerano, non è mai riuscito a nascondere del tutto. L’ultima forse in ordine di tempo è stata quella in merito a un incidente sul ponte di Melide. In un tweet, il “presidente “ cinguettava:

“Indovinate che targhe avevano i tre veicoli coinvolti in un tamponamento assurdo in corsia di sorpasso dopo il pontediga in autostrada stasera?” (leggi qui sotto)

un comportamento non proprio da grande statista. Peggiore fu però quella del 2018, in pieno scandalo per i permessi facili in seguito al caso di corruzione all’interno del suo dipartimento. Gobbi allora dichiarò:

…è stato un errore assumere un italiano presso l’Ufficio della migrazione. Per me non è ammissibile, (…) Per questo motivo nel mio dipartimento diamo la precedenza a chi è nato svizzero o a chi ha ottenuto il passaporto svizzero in seguito”.

E patapam! Incidente diplomatico. D’altronde, immaginatevi il governatore della Lombardia Fontana, che dice la stessa cosa di un dipendente della Regione di origini svizzere.

Per non parlare della bacchettata sulle dita da parte della commissione federale contro il razzismo e della comunità ebraica, in seguito alla promozione di un poliziotto con simpatie naziste (leggi qui)

Comunque, gaffes a parte, ora ce lo troviamo sul gobbo (scusate il gioco di parole). E un lieve tremore ci viene, pensando a quanto Norman stimi l’attuale presidente USA “ Mi piace Trump anche se non approvo tutto quello che fa”, scriveva tempo fa.

Pensando alla caterva di idiozie che ha inanellato Donald in questi ultimi due mesi, viene un po’ da piangere. È pur vero che la presidenza di un governo, che sia cantonale o federale, in Svizzera è una questione formale, essendo il presidente più un portavoce del governo stesso che un autocrate con poteri presidenziali in stile americano. Comunque noi, Norman, ti teniamo d’occhio, vedi di non farci fare figuracce anche quest’anno, ok?

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