Nylon: una rivoluzione trasparente

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Nella smorfia napoletana il 77 è il numero che corrisponde alle gambe delle donne. 80 sono invece gli anni che compiono quest’anno le calze di nylon, anche se era il 1935 quando il chimico statunitense Wallace Hume Carothers scoprì il nylon. Senza quella preziosa resina sintetica che dal dopoguerra avrebbe avuto un’enorme diffusione e molteplici impieghi, in particolare come fibra tessile, le calze di nylon non sarebbero mai state create. Carothers, che era soggetto a frequenti crisi depressive e se andava in giro con una capsula di cianuro pronta alla bisogna in tasca, depositò il brevetto nel ’37, ma venti giorni dopo si suicidò, perdendo così l’occasione per godersi quel suo successo.

Un successo epocale e planetario. Quello di un indumento che ha popolato i sogni erotici d’intere generazioni. Come dimenticare lo spogliarello di Sofia Loren di fronte a un allupato Marcello Mastroianni in “Ieri, oggi e domani”, oppure la scena madre de “Il laureato” in cui l’affascinante ma non più giovane Anne Bancroft, nei panni Mrs. Robinson, seduta sul bordo del letto si sfila le calze di nylon, per sedurre il neolaureato Benjamin Braddock, interpretato da Dustin Hoffman. In entrambi i casi eravamo di fronte a gambe perfette esaltate dal quel velo trasparente che lasciava scoprire la pelle con un gesto voluttuoso.

Recensione del film 'Il laureato' di Mike Nichols. Dustin Hoffman ...

Nylon che deriva da no-run, cioè non si smaglia, fu il nome che gli venne dato inizialmente. Ma alla DuPont si decise d’invertire le vocali (Nuron) e poi di cambiare la parola in Nulon. Da lì si arrivò al termine Nylon. DuPont pubblicizzò il Nylon a partire dal ’38 puntando in particolar modo sul suo utilizzo per le calze da donna. Il 24 ottobre 1939, 4000 paia di calze di nylon prodotte e messe in commercio per un primo test di prova andarono a ruba in poche ore. Fu però solo a partire dal 15 maggio del 1940 che ebbe inizio la vendita ufficiale in tutti gli Stati Uniti. Nei primi quattro giorni vennero venduti quattro milioni di paia di calze.

A decretarne fin da subito il grande successo furono l’estrema versatilità e la comodità. La calza di nylon diventò così un accessorio irrinunciabile per le donne. Dive come Rita Hayworth o Jane Russel mostravano quanto fossero belle le gambe indossandole. Durante la Seconda guerra mondiale diventarono addirittura merce rara, e furono usate sul mercato nero come moneta di scambio. Indossare le calze di nylon con la cucitura dietro la gamba diventò un simbolo dei tempi. Col passare del tempo diventarono poi sempre più performanti. Più fini, più trasparenti ma pur sempre resistenti ed elastiche. 

Nel 1959 DuPont fece brevettare l’elastane con il nome Lycra, che permise ai collant di allungarsi fino a quattro volte la lunghezza originaria senza perdere la propria forma. Unendo nylon e lycra produsse i primi collant di nylon, facendo così finire nel dimenticatoio perfino il reggicalze e aprendo la strada alla liberazione sessuale che da lì a pochi anni sarebbe seguita. Il collant fu un alleato irrinunciabile per l’affermarsi della minigonna. Pur in balia delle mode e dei nuovi tessuti che nel frattempo si sarebbero affacciati sul mercato come degni concorrenti del Nylon ormai ottantenne, lui, arzillo e in forma smagliante non ha smesso di essere al servizio di quella straordinaria meraviglia che riescono a essere le gambe delle donne.

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