Svizzeri manifestano contro le restrizioni

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I fessi sono equamente distribuiti, fortunatamente, tra nazioni, etnie e fasce di età. Chi immaginava la Svizzera libera dall’imbecillità che ha colpito alcune frange di conservatori USA, si deve ricredere. (leggi qui sotto)

Lo hanno dimostrato le manifestazioni di sabato a Berna e in altre città svizzere. Questa gente è scesa in piazza, come hanno fatto i seguaci di Trump,  per chiedere di abbattere le misure di sicurezza che la Confederazione aveva imposto alla popolazione.

Qui non si tratta di idee. Ognuno può avere le proprie, finchè rimane nel solco della logica e del confronto costruttivo e corretto. Anche manifestare è un diritto, la sinistra ne sa qualcosa, visto che è una delle sue armi preferite. 

Riunirsi però per manifestare, in piena pandemia, ignorando totalmente le più semplici misure di sicurezza anticontagio è veramente da idioti, oltre che doloso. Un comportamento che mette in pericolo non solo i manifestanti ma tutti quelli che saranno in seguito a contatto con loro. Ed era deprimente vedere i poliziotti con le mascherine, dover discutere con dei babbei, personaggi ridacchianti e irosi che sventolavano i loro cartelli inneggianti alla “bugia del coronavirus” (sì, siamo a livello di terrapiattismo) senza rendersi conto di essere un focolaio di contagio potenziale.

Siccome tra i manifestanti vi erano anche anziani e bambini, la polizia si è trattenuta dall’intervenire, lasciando svolgere la manifestazione. Reto Nause, responsabile della sicurezza bernese non era proprio felice: “quello che ho visto è stato molto inquietante e irritante.”- e ancora, con piglio melodrammatico ma comprensibile- “Da un punto di vista epidemiologico, il mio cuore sanguina”.

Come dargli torto. Per noi ticinesi, con la Lombardia del massacro sull’uscio di casa e le misure stringenti, questo agire sembra non solo assurdo, ma anche meschino e irrispettoso. Sono stati numerosi infatti i ticinesi che hanno delegato ai social il loro disagio e la loro rabbia, più che motivati peraltro. 

A completare il quadretto bucolico, il sostegno ai manifestanti di attivisti no vax, anti 5G, anti globalizzazione e contro il controllo statale. Il tutto a dimostrazione che queste rivendicazioni appartengono a quella massa trasversale, esistente in tutte le nazioni europee, che si nutre di complottismo, alimentando le paure della gente. Persone che a volte, raggiungono dei picchi di delirio da reparto psichiatrico, come coloro che ritengono che Bill Gates voglia sterminare l’intera umanità.

Attenzione però a non fare il solito errore, scagliandoci contro tutta la categoria, in questo caso i confederati, la cui maggioranza, e lo hanno dimostrato anche le recenti vacanze pasquali, che in seguito agli avvertimenti, hanno visto un calo di entrate in Ticino del 90%, segue le indicazioni antipandemiche.

Non sono infatti qualche centinaio di raffazzonati protestatari ad essere rappresentativi della Svizzera, come qualche manipolo di suprematisti bianchi armati, non lo sono degli USA.

Dunque i nostri cugini confederati non sono impazziti, data la giusta misura a notizie che, seppur sensazionalistiche, una volta ridimensionate, si rivelano quello che sono: lo starnazzare di quattro oche in piazza