Uomo: sale o veleno della terra?

Di

Con il capitalismo si è affermato un rapporto degenerato tra uomo e natura: da essa si sottrae, si cattura e si conquista ma nulla si ridà. L’unica controparte che Madre Natura riceve dalla nuova relazione a carattere unilaterale, sono i nostri rifiuti troppo spesso tossici. In seguito alla pandemia e alla pausa forzata riscopriremo la nostra intelligenza ecologica o ci affermeremo come sciacalli del pianeta Terra?

Lungo l’arco di millenni il genere umano è stato fautore di arte e cultura. Dotati di coscienza e immaginazione gli uomini e le donne sono stati inventori delle più affascinanti e diversificate tradizioni. Jean Baudrillard, nel saggio “Lo scambio simbolico e la morte”, identifica nei rituali e nelle culture l’espressione di un’intelligenza ecologica. Per migliaia di anni l’essere umano ha prelevato dalla terra quel che serviva al suo sostentamento e compensava quanto preso con simbolici riti, balli, sacrifici, canti e maschere. La cultura e le sue tradizioni erano la moneta di scambio con cui l’uomo si sdebitava nei confronti del pianeta. Oltre a ciò, per mantenere intatti gli equilibri naturali, allo sfruttamento di una risorsa corrispondeva un atto per la sua rigenerazione. Agli occhi dell’essere umano era chiaro che all’azione di “prelevare” corrispondeva quella di “dare” poiché nessuna risorsa poteva esaurirsi. Un atteggiamento di sciacallaggio, sul lungo termine, avrebbe compromesso la sopravvivenza della popolazione. Senso di misura, responsabilità e timore hanno permesso che per migliaia di anni regnasse equilibrio tra umanità e ambiente circostante.

Baudrillard attribuisce all’avvento del capitalismo la fine degli scambi simbolici e con essa, la perdita di reciprocità tra consumi e risorse. I cicli di consumo e rinnovo sono stati rotti a causa del nostro sistema economico che trova ragione di esistere nell’accumulo smisurato di beni. Con il capitalismo si è affermato un rapporto degenerato tra uomo e natura: da essa si sottrae, si cattura e si conquista ma nulla si dà di ritorno. L’unica controparte che Madre Natura riceve dalla nuova relazione a carattere unilaterale, sono i nostri rifiuti troppo spesso tossici.

Per millenni, con la nostra arte e le nostre culture, siamo stati “il sale della Terra”. I fenomeni naturali sono stati trasportati su piani simbolici dando vita a miti e cosmogonie; gli antri bui delle montagne sono stati decorati permettendo a magie di compiersi nell’oscurità; nelle altezze del cielo, nelle profondità del mare e nella vastità dei deserti è stata trovata la dimora di mostri e divinità. Oggi, la ricchezza delle tradizioni è stata soppiantata da un unico grande rito privo di riferimenti identitari e di spessore cultuale: il rito del consumo. Terminata l’era del sale, il consumismo ci ha avviati nell’era del veleno. In seguito alla pandemia e alla pausa forzata riscopriremo la nostra intelligenza ecologica o ci affermeremo come sciacalli del pianeta Terra?

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!