USA, 30 anni di proclamata innocenza: giustiziato

Di

Stati Uniti: Ucciso con iniezione letale un uomo che si proclamava innocente da quasi 30 anni

Walter Barton aveva 64 anni, era bianco, confinato su una sedia a rotelle e da decenni era detenuto nel braccio della morte di un carcere del Missouri. Sicuramente nessuno di noi non avrebbe mai sentito il suo nome né visto il suo viso se tre giorni fa, il 19 Maggio, non fosse stato messo a morte con un’iniezione letale. Era stato condannato per un omicidio commesso quasi 30 anni prima e per il quale si era sempre professato innocente. Le sue ultime parole: “State giustiziando un uomo innocente”!

In mente “Innocente” di John Grisham

Sono sempre stata contraria alla pena di morte. A prescindere. Senza se e senza ma. Qualsiasi sia il crimine commesso. Poiché togliere la vita a chi ha ucciso non farà mai tornare in vita chi l’ha persa. Sono invece d’avviso che la punizione più adeguata per un crimine efferato sia proprio l’ergastolo. La reclusione perpetua non è irreversibile e se il condannato dovesse davvero rivelarsi innocente, le porte del carcere possono sempre aprirsi. La mannaia del boia invece non lascia scampo.

Fino a due giorni fa, come sicuramente molti di voi, non avevo mai sentito parlare di Walter Barton. La sua storia però mi ha commossa e mi ha fatto venire in mente quella, riportata dal grande scrittore di gialli americano John Grisham nel suo romanzo-testimonianza pubblicato nel 2006 “Innocente”. Il protagonista di “Innocente” viveva anch’egli nell’America profonda, in Oklahoma. Promettente giocatore di baseball, era stato accusato dell’omicidio di una giovane donna avvenuto nel 1982 nella sua piccola città. Ronald Keith Williamson, questo era il suo nome, passò dodici anni in prigione nel braccio della morte, continuando a proclamarsi innocente. Fu però più fortunato di Walter Barton poiché un test del DNA finì per stabilire la sua innocenza e pochi giorni prima della sua esecuzione venne finalmente scarcerato. Purtroppo, debilitato dagli anni trascorsi in cella, minato dalla malattia, Ron muore quattro anni dopo la sua liberazione.

Cinque processi, due condanne annullate 

Walter Barton, come detto, non è riuscito a convincere la giustizia della sua innocenza malgrado cinque processi celebrati nel corso degli anni. Era stato accusato di aver ucciso, nell’ottobre del 1991, una sua vicina, l’81enne Gladys Kuehler colpita a morte da cinquanta pugnalate. La sua condanna a morte fu pronunciata nel 1994, successivamente annullata da una Corte suprema nel 1996 per vizio di forma durante la procedura. Processato nuovamente nel 1998, l’uomo fu nuovamente condannato alla pena capitale nel 1998, ma anche questa condanna fu annullata per errori procedurali nel 2004. La condanna definitiva, applicata martedì, risale al 2006.

Tre dei quattro testimoni che accusarono Barton durante il primo processo avevano nel frattempo ritrattato le loro dichiarazioni, facendo così traballare l’impianto accusatorio. Inoltre stando al suo avvocato e ai legali dei detenuti nel braccio della morte degli altri Stati, la pandemia di Covid 19 avrebbe impedito loro di condurre le indagini approfondite per le domande di clemenza e gli appelli di ultima ora. La decisione delle autorità del Missouri di giustiziare Barton non ha nemmeno tenuto conto del fatto che l’uomo era in cura psichiatrica dal 2015 e avesse problemi a causa di una lesione cerebrale.

“Stanno giustiziando un uomo innocente”  

L’esecuzione di martedi, avvenuta nel carcere di Bonne Terre –nome poco azzeccato! –  a circa 100 km a sud di St. Louis, la capitale del Missouri, in una prigione che non ha registrato casi di coronavirus, è la prima eseguita negli Stati Uniti dopo che in Texas, Ohio e Tennessee altre condanne a morte erano state rinviate a causa della pandemia.

A Walter Barton è stato iniettato in vena una forte dose di Pentobarbital e, stando ai testimoni, l’esecuzione non avrebbe presentato problemi. Prima di morire il condannato ha detto: “Io Walter “Arkie” “ (Il soprannome con cui lo chiamavano gli altri detenuti poiché Walter era originario dell’Arkansas) Barton sono innocente e stanno giustiziando un uomo innocente”! Nella sua richiesta di clemenza di ultima ora rivolta al governatore del Missouri, l’avvocato della difesa Duchardt aveva allegato le dichiarazioni di tre giurati che avevano manifestato forti dubbi sulla colpevolezza di Barton.

Se fosse davvero innocente non lo sapremo mai: Walter “Arkie” Barton ha portato il suo segreto nella tomba. L’unica cosa certa è che è stato il primo giustiziato dell’anno in Missouri, l’89esimo da quando questo Stato ha reintrodotto la pena di morte nel 1989, il sesto negli Stati Uniti e il 1518esimo da quando gli USA hanno ripreso le esecuzioni nel 1977. Tristi cifre.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!