Vietare i fucili d’assalto si può

Di

Chi l’ha detto che in America, dopo aver dovuto fare i conti con l’ennesima strage e con decine di morti ammazzati, è impossibile vietare le armi o imporre un energico giro di vite al possesso e alla vendita di certi modelli micidiali e assurdi?

Per anni, pensando soprattutto a un certo Nord America, l’impressione purtroppo era stata questa. Di fronte alle stragi fotocopia una dell’altra, in molti s’erano rassegnati al pensiero che le lobby delle armi tengono da sempre irrimediabilmente in scacco il potere politico.

E invece no. Proprio dai vicini di casa degli Stati Uniti è arrivato un segnale che non lascia più spazio ad alcun dubbio. O scusa. Certe armi da guerra “non servono per cacciare un cervo” ha detto lapidario il primo ministro canadese Justin Trudeau durante l’annuncio della messa al bando dei fucili d’assalto.

Quindi, volendo, si può eccome. Alla faccia dei produttori di armi e dei loro amichetti che fanno leggi affinché si vendano come fossero caramelle. Alla faccia di quei presidenti a stelle e strisce che, da Trump a chi c’era alla Casa Bianca nel corso dei precedenti mandati, non hanno mosso un dito. O se lo hanno fatto è stato solo per pregare, chiedendo la benedizione del signore per l’America e per le vittime innocenti sacrificate sull’altare del profitto.

Dopo la terribile strage compiuta da Gabriel Wortman che non aveva neppure uno traccio di licenza per possedere armi da fuoco, ma che era comunque in possesso di varie armi, tra cui pure un modello di fucile da guerra, Trudeau ha finalmente realizzato che la misura era colma. Qualsiasi altra decisione sarebbe stata una presa per in giro. E, prima o poi, sarebbe costata nuovamente molto cara.

Sono armi progettate per un unico scopo: uccidere il maggior numero di persone nel minor tempo possibile”, ha aggiunto lui annunciando l’entrata in vigore a partire dal primo maggio scorso di una legge che vieta la vendita, l’importazione e il possesso di 1.500 modelli di armi da fuoco classificate come armi da guerra.

Justin Trudeau, al quale non manca certo la capacità di saperla raccontare, avrebbe potuto inventarsi una bella storiella infarcita di cacciatori di pellicce e padri fondatori della nazione con tanto di baffoni e una Colt ancora fumante nel fodero della cintura. Insistendo magari sul fatto che una nazione nata a suon di pistolettate e le peggio razzie messe a segno a danno dei nativi americani, non poteva certo permettersi che quella tradizione fondante potesse interrompersi e terminare da un giorno all’altro. E invece sì, come avrebbe detto Barack Obama in campagna elettorale, si può eccome. Basta volerlo.

Si può fare e va fatto. L’unico neo, in tutto questa vicenda terminata con un lieto fine è il fatto che il governo Trudeau, da tempo, aveva promesso di vietare i fucili d’assalto. A rendere possibile e più che mai urgente il provvedimento c‘è voluta la più grave strage nella storia del Canada consumatasi lo scorso 18 aprile, quando Wortman travestito da poliziotto ha ucciso a sangue freddo 22 persone.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!