X Æ A-12 Musk ha visto la luce

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Che poveri fessi siamo. Molti di noi si struggono per la scomparsa dei nomi classici della nostra storia e tradizione. Oggi chiamarsi Giuseppe, Franco o Nicola è la vera scelta esotica di rottura.

Nel bailamme di nomi stranieri, un po’ perché figli di stranieri, ci mancherebbe, un po’ perché dare un nome normale e comprensibile a un figlio è da sfigati, gli appelli alle elementari sono diventati un incubo.

Ma quando pensate di avere visto tutto, dalle Savannah Titocci, ai Kevin Bernasconi, alle Jerilee Stockemberger, vi rendete conto con un brivido che ci può essere di peggio, potete chiamarvi : X Æ A-12 Musk.

Sembra il nome di un generale Klingon, vero? Quelli brutti di Star Trek, con la faccia bitorzoluta come il dorso di un’iguana. No, lui poverino (intendo X Æ A-12 ) è il figlio di Elon Musk. E non è uno sbaglio, eh? Non è che babbo stava scrivendo la formula per i voli interstellari quando gli hanno chiesto come voleva chiamare il moccioso. No no, è proprio voluto. E la mamma, quella povera succube del visionario fantascientifico Elon, mica si è ribellata, anzi, ha pure spiegato, anche se nessuno ci ha capito un’acca. Lo ha spiegato ai fan sul suo profilo Twitter, la sciagurata:

“la X sarebbe la “variabile incognita” usata in matematica, Æ la pronuncia “elfica” per la sigla dell’intelligenza artificiale A.I., A-12 è il nome di un aeroplano “non violento” prodotto dalla Lockeed. Infine la A simboleggerebbe l’iniziale della sua canzone preferita, “Archangel”.

Cosa cacchio sia un aeroplano non violento non si sa, ma amen, meglio della sigla di un conservante alimentare, tipo E 201 . Ah, la mamma si chiama Grimes, fa la cantante ed è canadese. Eccola lì, la famiglia che sembra uscire, almeno se leggiamo i nomi, da un libro di Richard Matheson: Elon, Grimes e X Æ A-12 .

Giuro, ogni volta che lo scrivo mi vengono in mente i robot di Guerre Stellari. Perché il nome del povero Muskietto è uguale! Lo ricordate, vero, lo scatolino C1P8? O il dorato umanoide C-3PO?

Il Muskietto ci dovrà vivere con quel nome. Per gente possa come noi sarebbe un incubo, roba da far sembrare innominabili patronimici altobalcanici o centrafricani, nomi semplici e orecchiabili. Ma lui è miliardario già in culla. Che gli frega? Potrebbe anche chiamarsi “barattolo di ribes” e nessuno avrebbe da ridire, anzi.

Per cui auguri a X (come vezzosamente lo chiameranno gli amici abbreviando il nome), le stelle ti attendono e perlomeno hai già il nome adatto.

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