Aziende sussidiate licenziano: “Non ci stiamo”

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Tre deputati al Gran Consiglio ticinese, il socialista Fabrizio Sirica, il leghista Omar Balli e il Verde Marco Noi chiedono in un’iniziativa parlamentare che la Legge per l’innovazione economica (Linn) sia modificata se le aziende che ne beneficiano non rispettano determinate condizioni. Sirica e i suoi colleghi fanno esempi concreti di abusi commessi in Ticino.

Gli esempi di Mikron e Precicast

Prima di elaborare l’iniziativa, Fabrizio Sirica aveva provato a fare accettare la proposta di rivedere la legge sulla Linn tramite un emendamento durante la sessione del Gran Consiglio ticinese che si è tenuta la scorsa settimana extra muros, presso il Palazzo dei Congressi di Lugano. Bocciata in aula, la proposta del giovane e dinamico co-presidente del PS è stata trasformata in un’iniziativa alla quale hanno aderito i parlamentari Balli e Noi.

I tre chiedono in buona sostanza che vengano ampliate sanzioni alle aziende beneficiarie di sussidi Linn in caso dovessero effettuare licenziamenti collettivi nonostante fatturati in utile, talvolta anche non di poco conto. In un’intervista rilasciata al quotidiano La Regione Fabrizio Sirica dà due esempi concreti: quello dell’impresa Mikron di Agno i cui principali azionisti, dice, “sono Ammann Group Holding e il miliardario Rudolf Maag” e quello della ditta Precicast di Novazzano. 

Licenziamenti malgradi sussidi ed utili

Il primo caso è forse il più lampante in quanto “malgrado due sussidi cantonali, uno per la ricerca e uno per un investimento in materiale per un totale di circa un milione di franchi” sottolinea il deputato socialista “e nonostante risultati finanziari complessivamente molto positivi negli ultimi due anni, la società ha licenziato 25 impiegati lo scorso autunno.” Altri licenziamenti erano già avvenuti nel corso del 2016. “Ad oggi” si legge ancora nel testo dell’iniziativa, “l’azienda Mikron ha effettuato altri 46 licenziamenti allorquando ha realizzato un utile aziendale di 8,8 milioni di franchi!”

Abbiamo tentato, giovedi, di ottenere una reazione da parte dei vertici della ditta di Agno. Il team manager Matteo Castiglioni non ha risposto né alla nostra chiamata né al nostro messaggio di essere ricontattati. 

“Grazie per la vostra chiamata”

Per quanto concerne Precicast di Novazzano, impresa fondata nel 1970 e specializzata in fusioni di precisione, “nonostante un sussidio statale di 750mila franchi nel 2019, sempre tramite la Linn e malgrado 178 milioni di franchi di utile l’anno scorso, ha licenziato 26 impiegati di cui 23 interinali”. Raggiunto telefonicamente ieri alle 15.30, il numero dell’azienda era collegato ad una segreteria automatica che annunciava: “i nostri uffici sono aperti fino alle 17, grazie per la vostra chiamata”! 

Per i tre autori dell’iniziativa parlamentare, questa “situazione è inaccettabile, questo genere di dinamiche non possono essere sottaciute”. Chiedono quindi una modifica della Legge sull’innovazione economica, aggiungendo una nuova lettera, la f, all’articolo 20, quello delle sanzioni previste, se “l’azienda beneficiaria effettua dei licenziamenti collettivi nonostante il fatturato della stessa o se il gruppo a cui appartiene segni un utile.” 

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