Brasile, un inferno di contagi

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Per la vostra tutela, prendetevi un minuto e leggete questo post.

In Brasile oggi emerge un dato mostruoso: nella sola San Paolo, la prefettura indica che i contagi sarebbero un milione. Un milione. Roba che i numeri della Lombardia diventano una bazzecola a confronto.

La stessa prefettura bolla inoltre come “carta straccia” i dati ufficiali del governo brasiliano sul conteggio dei morti (50mila). Perché sono sicuramente un’enormità in più. Una tremenda enormità in più.

A questa situazione drammatica, si aggiunge un nuovo elemento drammatico: un caos sociale-amministrativo da anarchia. Gli omicidi, a maggio, hanno infatti registrato un incremento dell’11% rispetto all’anno scorso. I governatori e prefetti non si coordinano, ed emanano decreti che si contraddicono tra loro. I centri commerciali, nelle zone più colpite, sono inoltre stati riaperti. Il tutto mentre i contagi ed i morti salgono.

In altre parole, un inferno.

Un inferno che ha un grande responsabile: l’uomo che vedete in foto, Bolsonaro.

Lo stesso uomo che la magistratura ha appena obbligato per legge a indossare la mascherina (non voleva metterla). Che continua con un folle negazionismo. Che qualche settimana fa annunciava di voler fare grigliate con migliaia di persone.

Guardatelo allora bene in faccia, pensando che di Bolsonaro ce ne sono anche in Italia. E che l’unico modo per tutelare voi e la salute dei vostri cari è decidere di non aiutarli a governare mai il vostro paese.

Qualunque cosa accada.

Leonardo Cecchi