C’è del razzismo nell’aria?

“I can’t breathe”. Sembra davvero questo il mantra del nostro tempo. Non respiro, non riesco a farlo. Se per via del caldo, del virus o di un ginocchio piantato sul collo è, tutto sommato, un dettaglio. Paradossalmente la conclusione rimane la stessa. Sia che si tratti di surriscaldamento climatico o di razzismo. Pensiamoci. E la causa pure. George Floyd non sarà l’ultima vittima del razzismo che trasuda dalle nostre società. George Floyd non sarà l’ultimo uomo a essere soffocato a morte dal sistema.