Centro stupri, in fondo son ragazzi…

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Lignano Sabbiadoro è una perla turistica del Friuli Venezia Giulia, luogo di movida e discoteche. Ed è qui che un gruppo di ragazzi ha pensato bene di istituire il “centro stupri”, con tanto di T-shirt.

Una goliardata, una ragazzata, diranno i soliti. Forse sì, ma poi scavando, scopriamo che oltre all’idiozia c’è un pensiero malato, un senso di disprezzo che ci fa proprio dire che essere buonisti, oggi, è un dovere più che una necessità.

Il fatto è assurto alla cronaca perché i cinque avevano prenotato un tavolo in una delle discoteche della riviera adriatica, a nome proprio di “centro stupri”, un addetto del locale, altrettanto idiota e senza evidentemente farsi remore, aveva messo in bella vista il cartellino della riservazione sul tavolo: “riservato centro stupri”.

Ragazzotti dell’Udinese, in quella bella terra produttiva che è il Friuli e che insieme alle manifatture produce purtroppo anche palloni gonfiati di questo calibro. I giovani, hanno poi postato la loro serata in discoteca con le magliette in bella mostra.

La cosa poteva finire lì, ma i social sono megafoni e i commenti, anche divertiti, si sono sprecati. Certo c’era anche chi dissentiva e faceva notare l’inopportunità del gesto, solo per venire tacciato di comunista di merda (ovvio, se difendi la dignità delle donne sei un comunista). Accanto a queste, anche dichiarazioni razziste di alcuni di loro:

“Riapriamo i lager? Certe “signorine” dovrebbero solo prendere dei c***i in bocca e star zitte”

“la parte divertente è proprio lo stupro, vuoi mettere quanto è divertente? E poi la parola NEGRO (si riferisce al soprannome “occhio al negro” sulla t-shirt) è molto raffinata e ricorda bei periodi.”

Ovvio, la donna che dissente dalle dichiarazioni del “centro stupri” deve stare zitta e nel modo che solo povere menti limitate riescono a concepire, con un bassezza spaventosa, mischiano lager, violenza femminile, razzismo protofascista.

Gente come questa è quella che sminuisce, che ride quando una donna chiede dignità o parità, che pensa che le donne sono oggetti di divertimento senz’anima né capacità di sofferenza, oggetti da consumare a solo uso dell’uomo.

Alla fine oltre alla brutalità dell’idea, rimane solo il vuoto di esistenze che mischiano la violenza carnale col razzismo e con l’idea che in fondo se sei maschio vero sei di destra e dunque disprezzi il buonismo e i diritti delle minoranze. Solo uno di loro, contattato dalla testata online TPI, si è detto sinceramente pentito:

“Qualsiasi cosa dica sembrano frasi di circostanza, ma davvero sono profondamente dispiaciuto, è una cazzata troppo grande…”

Possiamo anche credergli, resta però l’amarezza di avere la conferma che esiste un vasto sottobosco di persone, perché sarebbe ingiusto colpevolizzare solo i giovani, che vive di prevaricazioni, che sia nei confronti delle donne o delle minoranze poco importa, questi atteggiamenti vanno spesso a braccetto. Difficile trovare qualcuno che disprezza neri ed ebrei e al contempo rispetta le donne o viceversa. Perché quella che passa è la cultura dell’odio, che è figlia della paura e dell’inadeguatezza. Questi ragazzi sono prevaricatori perché immaturi, inopportuni, incapaci di trovare una loro armonia. E queste sono ragazzate finchè, semplicemente, non si passa all’atto. E con una mentalità così, le possibilità di arrivarci sono decisamente alte.

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