Daniele Mencarelli, la psichiatria, la rabbia, la poesia

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«Una settimana di contenzione obbligata … per guarire», sentenziano i giudici e pensano i familiari. Per «capirsi» decide il protagonista, ventenne. Il libro di questa settimana è «Tutto richiede salvezza», l’ha scritto Daniele Mencarelli.

Siamo negli Anni Novanta ed un giovane ventenne (Daniele, voce narrante del romanzo) a causa di un raptus violento nei confronti del padre viene condannato ad una settimana di TSO, il Trattamento Sanitario Obbligatorio. È una carcerazione medica, un confino ai confini della società, in parole povere un manicomio. Il suo esordio in questa struttura è allarmante: un vicino di letto gli brucia i capelli. Ma il lettore non si faccia fuorviare, non siamo nella struttura filmata da Milos Forman nel capolavoro cinematografico «Qualcuno volò sul nido del cuculo», del 1975, con un inarrivabile Jack Nicholson.

Qui siamo in un reparto psichiatrico dove infermieri e dottori sembrano più indifferenti che cattivi. Non inducono alla ribellione, al più ad una passiva resistenza, mostrando quasi un’indifferenza nei confronti di piccoli-grandi gesti di dispetto (come i capelli bruciati…). Daniele si adegua subito e accetta questa contenzione quasi fosse un’esperienza come tante («Non so’ cattivo, non ho mai fatto male nemmeno a una mosca» dichiara all’entrata). Addirittura rassicura la madre, al telefono e nelle visite, con regolari e ripetuti «va tutto bene». Perché lui va oltre. Tanti si affannano a definire il suo male ma lui vuole compiere un percorso tutto suo: capire.

«Tutto richiede salvezza» è un romanzo sulla malattia mentale, sugli istituti psichiatrici, ma più ancora sulla rabbia, la poesia che ci si può intuire, sul fatto che ciascuno di noi è garante e responsabile della vita, propria e altrui. E in tempi come i nostri, quelli del virus che ci può imporre un repentino cambio di ruoli (da ipotetici contagiati a possibili untori) il tema colpisce parecchio. Un viaggio per guardarsi dentro, fino in fondo, per risolvere il difficile esercizio dello scoprirsi. Il manicomio diventa uno specchio dell’anima che, giorno dopo giorno, aumenta di profondità. Anche grazie al contributo dei «colleghi pazienti» costretti a condividere questa settimana di prigionia con lui. Uno sparuto gruppo di personaggi che da esiguo coro diventa componente importante del crescendo narrativo. Infatti Daniele porta con sé una dura condanna: non sa osservare il dolore degli altri, lo vive in prima persona. E così gli iniziali lontanissimi nemici si trasformano, cammin facendo, in vicinissimi amici. 

«Forse, questi uomini con cui sto condividendo la stanza e una settimana della mia vita, nella loro apparenza dimessa, le povere cose di cui dispongono, forse loro malgrado tutte le differenze visibili e invisibili, sono la cosa più somigliante alla mia vera natura che mi sia mai capitato di incontrare.»

Ogni capitolo corrisponde ad un giorno della settimana e la scrittura di Mencarelli elude pervicacemente la finzione letteraria. Tutto diventa terribilmente reale… 

«Il sapore è meno peggio delle aspettative. della vita, in questi primi vent’anni di praticantato, ho capito quasi niente, giusto una cosa inizia a essermi chiara delle tante che mi violentano la testa. L’attesa di un qualsivoglia evento diventa nelle mie aspettative il peggiore degli incubi.» 

… in uno sviluppo di autoscienza pura, quasi candida… 

«Non è facile. In estrema sintesi mi sembra che la vita mi pesi più che agli altri. Ma non solo in senso negativo, anche sulle cose belle, mi sembra tutto gigantesco, però gli altri non la vedono così. Per me è una specie de ritardo mentale.» 

Mencarelli è bravo, la sua scrittura accarezza e trafigge. E la lettura ne guadagna in quanto il lettore è completamente coinvolto in questa ricerca di salvezza. Che non è una malattia ma neanche la sua medicina. Un bel libro che si fa apprezzare maggiormente sui tempi lunghi più che «in diretta». Perché una volta finito, diciamo un po’ di giorni dopo, certe scene e certi concetti ritornano, e incidono. 

«Tutto chiede salvezza», di Daniele Mencarelli, 2020, ed. Mondadori, 2020, pag. 204, Euro: 19,00.

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