Fabio Fazio non ci sta

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Dalle stelle alle stalle. Dallo sbrilluccichio di lustrini e paillettes alla polvere. Capita ai divi, alle star di Hollywood, ma anche alle celebrità del piccolo schermo, come nel caso dell’italico Fabio Fazio, al centro di una furibonda polemica con mamma Rai. Di una querelle degna davvero della miglior commedia degli stracci.

Dopo essere passato dal terzo canale al primo e poi di nuovo retrocesso su Rai Due, il conduttore di “Che tempo che fa”, da qualche tempo a questa parte accusa nei confronti dell’azienda pubblica una certa insofferenza. Tant’è che in un’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano ha dichiarato: “Basta farmi la guerra. Non mi vuole? La Rai me lo dica”.

Il temporale, i nuvoloni grigi e i lampi che si stagliano all’orizzonte riguardano una recente norma approvata dal Consiglio d’amministrazione dell’ente radiotelevisivo italiano che sembra fatta apposta per mettere i bastoni tra le ruote al conduttore nazionalpopolare e per mandare su tutte le furie il povero Fabietto.

Ovvero la scelta di vietare che qualcuno possa ricoprire sia il ruolo di conduttore, sia quello di produttore della stessa trasmissione, cioè quel che Fazio fa per “Che tempo che fa”. Una decisione che avrà per lui delle ripercussioni economiche non da poco. “Trovo ogni limite superato – ha aggiunto al suo sfogo – Qui entriamo nel campo dell’inaccettabile: da tempo mi viene riservato un trattamento che non ha eguali né precedenti.” Per la serie, toccatemi tutto ma non il portafoglio.

Del resto ad averlo eletto a proprio punching ball preferito c’è Matteo Salvini che effettivamente non perde occasione per tirarlo in ballo e ricordare le cifre a sei zeri del suo stipendio annuo. Uno stillicidio continuo, un linciaggio che Fazio ha addirittura quantificato: “Solo nel 2018/2019 ho subìto 120 attacchi dall’ex ministro dell’Interno. Per l’esattezza sono 123.” In pratica un attacco ogni tre giorni. Fatto che di per sé già meriterebbe un attestato di stima o una medaglia al valore, considerando il livello delle imbecillità che la mente geniale del leader della Lega riesce a partorire.

Già. E dire che durante il lockdown Fazio era addirittura diventato il cocco di Papa Francesco. Un privilegio che non capita a molti. Il pontefice, in un’intervista rilasciata al quotidiano “La Repubblica”, lo aveva citato parlando dell’emergenza sanitaria causata dal Coronavirus dicendo che: “La consolazione adesso deve essere impegno di tutti. In questo senso mi ha molto colpito l’articolo scritto da Fabio Fazio sulle cose che sta imparando da questi giorni. Ha ragione ad esempio quando dice: ‘È diventato evidente che chi non paga le tasse non commette solo un reato ma un delitto: se mancano posti letto e respiratori è anche colpa sua’. Questa cosa mi ha molto colpito.” Ma, come detto, ci vuole un attimo perché la luce dei riflettori si spegna, finendo così dalle stelle alle stalle. Passando da una mangiatoria al camposanto, senza la garanzia di una resurrezione certa.