Il Covid e gli attacchi ai braccianti

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Covid e tensione razziale a Mondragone (Campania): rabbia contro i braccianti bulgari 

La tensione rimaneva alta sabato a Mondragone, in provincia di Caserta (Campania) dove lunedì scorso un focolaio di contagio da Coronavirus nella comunità di braccianti bulgari ha scatenato dapprima il panico e quindi una reazione di rabbia e proteste tra la popolazione residente. La notte scorsa un furgoncino di uno degli abitanti dei palazzi abitati da cittadini bulgari, rom e senzatetto italiani è stato dato alle fiamme. Il presidente della Regione Campania ha chiesto l’aiuto dell’esercito e dell’ambasciata bulgara.

“Degrado, tensioni e illegalità”

I quattro palazzi dove è scoppiato il focolaio sono stati posti in “zona rossa” e tra gli abitanti sono stati effettuati 730 tamponi, ha indicato Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania, in un’intervista in diretta streaming a Rai News. “La Campania” ha detto, “è una regione a contagio zero al netto del focolaio di Mondragone, non abbiamo più contagi.” De Luca ha illustrato la realtà del Palazzi detti “Ex Cirio” dove vive la comunità bulgara di braccianti, in situazione di “degrado, tensioni e illegalità e nelle prossime settimane dovremo fare un lavoro snervante e difficile per garantire il contagio zero.”

Tutto è iniziato, spiega poi il Presidente della Regione Campania, con la scoperta di una donna positiva al Covid 19 che si era recata a partorire in ospedale. Sono quindi stati identificati i suoi contatti, sottoposti ai tamponi e risultati positivi così come altri residenti per un totale di 43 casi. La notizia del focolaio ha suscitato il panico tra i residenti e quindi la rabbia, spingendo 19 cittadini bulgari impauriti a fuggire. Ritrovati mentre vagavano in pianura sono però risultati tutti negativi al virus. 

Esercito a rinforzo

Negli ultimi due giorni la tensione è cresciuta a tal punto che dopo un colloquio con il Ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, Vincenzo De Luca ha chiamato l’esercito a proteggere l’area dichiarata zona rossa: “Abbiamo scoperto decine di persone ammassate e qualche italiano che affittava in nero” racconta De Luca … “nessuno si è mai accordo di niente, c’è un problema ultra decennale …”

Il Presidente della Regione Campania afferma di garantire a tutti gli abitanti dei palazzi isolati lo stesso trattamento: “Non ci sono differenze tra italiani e bulgari come hanno riportato falsamente alcune notizie, ci rapportiamo agli esseri umani, non alle nazionalità e forniamo a tutti alimentari, medicinali e pannolini.” Inoltre l’ambasciata bulgara è stata chiamata in aiuto affinché mandasse un rappresentante per assicurarsi che i suoi connazionali rispettino le regole della quarantena.

“Incantatore di serpenti”

La zona rossa è quindi off limits e l’uso obbligatorio delle mascherine è stato imposto anche al resto della città dove sono stati installati due camper in cui i cittadini possono sottoporsi ai tamponi. Inoltre a Mondragone sono attualmente vietati assembramenti e manifestazioni. 

Intanto se il governatore della Campania sta cercando di pacificare gli animi parlando di “cordiale colloquio” avuto con l’ambasciatore bulgaro in Italia Todor Stojanov che lo ha ringraziato per i “comportamenti di assoluta correttezza”, c’è già chi cerca di strumentalizzare la situazione. Così Matteo Salvini ha subito annunciato la sua visita a Mondragone per lunedì mentre Giorgia Meloni ha tacciato De Luca di “incantatore di serpenti”. La presidente di Fratelli d’Italia ha detto: “Mentre i campani erano chiusi in casa, gruppi di immigrati irregolari erano liberi di bivaccare per strada. Non è stato fatto praticamente nulla, De Luca poteva fare tantissimo, non lo ha fatto …”

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