Il dolore dimenticato

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Spesso ci si dimentica di molte cose. A volte di cose importanti e fondamentali. Come lo sono i diritti acquisiti dopo lunghe battaglie civili, come lo sono la giustizia e le pari opportunità. A ridestarci dal torpore ci pensano però troppo spesso l’ingiustizia e la disuguaglianza. Quando i nostri diritti vengono calpestati, così sul momento la cosa fa scalpore, finiamo con l’indignarci rimettendo in moto la nostra coscienza, per poi veder tutto andare via via scemando con una velocità lenta, ma costante. Fino a tornare all’amnesia iniziale. Al punto di partenza manco si trattasse del Gioco dell’oca.

Dimenticare è nella natura dell’uomo

Per distrazione, sbadataggine, opportunismo o sopravvivenza si tende a non ricordare. I dolori terribili del parto ad esempio, pur essendo lancinanti, dopo due minuti sono già solo un lontano ricordo. Oppure il devastante dolore che segue un abbandono, elaboriamo il lutto, il tempo allevia il male che inizialmente ci pare insuperabile, ma poi tutto passa. Nel corso della vita si susseguono eventi a scadenze regolari che suscitano il nostro interesse, ma il cui effetto dura poco. Dopo esserci soffermati a riflettere per un po’ e magari a voler cambiare le cose, a come farlo per davvero, trascorso qualche giorno, di questi buoni propositi non vi è più traccia.

Mobilitiamoci e partite

Risvegliati dal torpore della pennichella e presi da un’impellente necessità di giustizia, indossiamo la tuta d’assalto sopra la maglietta arcobaleno, ci riempiamo la testa e la bocca di buoni propositi, trasportati dalle migliori intenzioni scendiamo in piazza. Slogan e striscioni lì per lì ci scuotono dentro, ci fanno sentire vivi e partecipi. Poco importa se si tratta dello sciopero delle donne, della manifestazione per il rispetto dei diritti del fanciullo, per la libertà rispetto all’orientamento sessuale di chicchessia, a favore delle minoranze o contro la violenza, a salvaguardia del clima o della biodiversità, per evitare l’estinzione delle specie animali a rischio o della flora del nostro Pianeta. L’importante è esserci, e sapere che stiamo facendo una cosa buona e giusta. Ma poi basta un attimo, un giorno, un mese o un anno e il rischio è di non ricordarci più nemmeno il nostro nome.

E ciò di cui non ci si dovrebbe dimenticare mai?

E invece ci sono cose che anzi dovremmo ricordare sempre e non solo quando c’è da festeggiarne l’anniversario, ma sempre. Per essere migliori e trarne un insegnamento. Basterebbe che la politica non facesse finta di nulla di fronte a una mobilitazione, ma agisse subito, creando i presupposti per un dialogo istituzionale, varando nuove leggi e apportando modifiche a quelle già esistenti se non fossero sufficienti nel tutelare i diritti per i quali la popolazione era scesa in piazza a manifestare. E invece tutto cambia ma solo in apparenza e al peggio non c’è fine. Infatti, basta guardare all’esempio che ci arriva proprio in queste settimane, in questi giorni dagli Stati Uniti dove Trump ha varato l’ennesima legge per assicurare una maggior protezione agli agenti in servizio, andando a sommare alla rabbia la disperazione di chi ha protestato contro gli abusi della polizia.

La ricchezza nella diversità

Prendiamo un altro esempio a noi più vicino e familiare. Quello dei tanto discussi “moretti”, il cui nome di un tempo comunemente adoperato fino a qualche anno fa per definirli poteva risultare offensivo. Non sono un motivo di gran vanto, ma non lo sono da sempre e c’è voluta l’ennesima rivoluzione globale per accorgersene e sollevare ad arte un polverone. Una bufera perlopiù mediatica. Perché ci si sveglia a fasi alterne, ci si indigna quell’attimo e poi tutto passa. Si diventa di nuovo schiavi dei vecchi atteggiamenti, delle vecchi abitudini, ripiombando in una quotidianità che non ammette diversità, inefficienze e difetti. Una quotidianità perfetta che esclude dalla nostra vita qualsiasi diversità, facendoci dimenticare ancora una volta che la nostra ricchezza è proprio lì, nella diversità e nella memoria di chi siamo. Di più, di chi abbiamo scelto di essere.

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