Il principe dei sottaceti ama l’Italia

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Il suo nome per esteso è Emanuele Filiberto Umberto Reza Ciro René Maria. Il poverino, nel suo sito www.emanuelefiliberto.eu, si riferisce a se stesso con il titolo di sua altezza reale: S.A.R. Emanuele Filiberto di Savoia, Principe di Piemonte e di Venezia. Peccato solo che il nipote dell’ultimo re d’Italia, Umberto II, conti meno del due di briscola o della proprietà Vicolo Corto nel gioco del Monopoli. Principe sì, ma #destocazzo, twitterebbero a Trastevere. Infatti entrambi i titoli nobiliari gli sono stati più volte contestati dai restati eredi di Casa Savoia e, di reale, c’è solo il fatto che per molti il principino è solo un picio banana qualunque.

Uno che, pur essendo nato in esilio a Ginevra e aver piagnucolato per anni riguardo al suo agognato rientro in Italia, dopo aver messo piede per la prima volta sul suolo patrio, ha pensato bene di marcare solennemente il suo arrivo facendo da testimonial alle cipolline sott’aceto Saclà. E da lì in poi le sue uscite sono state spesso infelici o fuori luogo. Proprio come quando giunse a Bellinzona in sostegno dello sciopero delle Officine. Non a caso fu accolto da fischi e vaffa, visto che il signorino aveva scelto la Turrita scambiandola probabilmente per un reality o peggio per uno dei tanti palcoscenici mediatici in cui potersi esibire nel suo show di principe sfigato che ama tanto la plebe.

Un ruolo che lo ha visto tornare prepotentemente alla ribalta proprio in questi giorni con l’annuncio della sua discesa in campo “per il futuro dell’Italia”. Con un nuovo progetto politico nato sull’onda dell’amore per la sua patria e il tana libera tutti post Covid. “La fase di confinamento – ha confessato in un videoannuncio sua regalità – assieme al drammatico momento in cui sta vivendo il Paese, mi ha dato una spinta in più per lanciare il progetto dove voglio mettere insieme persone di altissimo livello che l’Italia ha per tracciare un percorso utile al mio Paese”. E così dopo “Forza Italia”, “Fratelli d’Italia”, “Italia viva” ora c’avremo anche questo nuovo progetto principesco dall’originalissimo nome: “Più Italia”.

“Qui e ora” è lo slogan ad effetto della sua “Più Italia”, che “intende suonare la sveglia a un Paese ingarbugliato dalla troppa burocraziaL’Italia del Made in Italy è sinonimo di talento e di velocità, quella dell’amministrazione pubblica è una tartaruga che se ne infischia dell’attesa sofferente dei nostri cittadini”. Per l’alfiere di Casa Savoia, quella del tempo è la carta decisiva, il jolly che va giocato per uscire dalla crisi e battere in volata la concorrenza internazionale. Futuro è la sua parola d’ordine. Peccato che messa in bocca a uno che è da considerarsi tra gli ultimi avanzi della strasepolta monarchia italica, sfoci francamente nel ridicolo.

Di più, nel surreale. A confermarlo una delle sue risposte, date nel corso dell’intervista rilasciata a “La zanzara”, programma di Radio24 in cui si è giustamente domandato al principe qualcosa di assolutamente all’altezza del suo lignaggio, ovvero se preferisse la parte intima delle donne col pelo o rasata. Filiberto, con grande padronanza dell’argomento, ha così risposto: “Io amo la donna vera, quella che se la tiene. Sono molto felliniano su questo punto. Nelle case reali però funziona la ceretta al miele. Una ceretta molto speciale con miele di api dell’Himalaya. Si fanno tutti la ceretta col miele dell’Himalaya”. Per la serie: quando il sangue non è acqua.

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