La fantascienza heavy metal

Di

La notizia è apparentemente una notizia da nulla, soprattutto per la maggior parte di voi a cui la cosa dirà poco o niente. Ma i fan del fumetti d’autore, chi ha assaporato le creazioni di Moebius e Druillet, o di altri artisti e maestri del pensiero del calibro di Alejandro Jodorowsky, Enki Bilal, Caza, Milo Manara o Richard Corben, non potrà che gioire di fronte al ritorno di Métal Hurlant, storico magazine antologico dedicato al fumetto d’autore e rivolto a un pubblico adulto. Proprio così, come nelle trame dei migliori racconti di fantascienza, l’impossibile diventa possibile.

Cosa sarebbe successo se? È esattamente questo il motore a fusione atomica che il più delle volte alimenta e manda su di giri o perfino nello spazio più profondo le storie in salsa sci-fi, meglio ancora se a fumetti. Un recinto, quello della fantasia disegnata e della parola a fumetti, che grazie a un fulgido esempio come fu Métal Hurlant spalancherà le porte all’esercizio rivoluzionario della fantasia al potere, alla libertà di pensiero nell’immaginare il futuro, mettendo a nudo la fragilità umana, le contraddizioni e le contrapposizione del nostro ordinamento sociale, proiettandole in un altrove e in un tempo distanti e nuovi.

Punto e a capo. Oggi come allora. Per ripartire a tutto gas. Così molto presto scopriremo come una rivista ormai defunta da anni possa invece rinascere dalle proprie ceneri, tornando a rifiorire come un’araba fenice di storie e di provocazioni. Di urla metalliche. Ridando smalto al metallo urlante e al fumetto di fantascienza. Una magia che all’epoca fece da apripista ed ebbe una serie di cloni pronti a generarsi anche al di fuori della Francia. Heavy Metal negli Stati Uniti, l’Eternauta in Italia. Pubblicazioni che raccolsero il fermento creativo di intere generazioni cresciute con il desiderio di guardare oltre. Oltre le ideologie e gli steccati. Perfino oltre la volta celeste e l’uomo.

Grazie all’intuizione di Jean-Pierre Dionnet, critico cinematografico, sceneggiatore e grande fan di un genere negletto come lo era all’epoca la fantascienza, nel 1975, prende vita il primo numero di Métal Hurlant. Un progetto ispirato ai fumetti underground che, negli Stati Uniti degli anni Sessanta, avevano fatto faville. Disegni spesso espliciti nei contenuti erotici e non solo, inaugurano la stagione di una fantascienza pronta ad abbandonare i sentieri battuti fino ad allora dal genere, rivelandosi più adulto e maturo di quello che in molti avevano osato credere.

La forza dirompente della rivista transalpina e quel desiderio di sperimentazione a tutti i costi saranno la cifra stilistica di molte altre cose che seguiranno o nasceranno negli stessi anni di Métal Hurlant come nel caso di Star Wars, altra saga figlia degli anni Settanta, ma che esordirà nei cinema soltanto nel 1977. Il 1977 sarà anche l’anno della nascita del cugino americano, della rivista Heavy Metal, che avrà un successo e un impatto paragonabili se non superiori a quello del suo modello francese, pensando che esce tuttora a regolare cadenza bimestrale. Infine, pensando al presente, come non citare “Black Mirror” e soprattutto “Love, Death & Robots”, due serie di Netflix che della distopia, della fantascienza, della violenza e del sesso esibito hanno fatto il loro pane quotidiano. Perché, nell’attesa del ritorno il prossimo anno di Métal Hurlant, il futuro è già qui tra noi. Curioso come non mai.

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

SOSTIENI GAS NO,GRAZIE!